I PROFESSIONISTI DEL COLLOQUIO DI LAVORO

Non sempre é il candidato più qualificato ad ottenere il lavoro.

I professionisti del colloquio, probabilmente si.

Spesso è così.

Spesso il lavoro lo ottiene il candidato più proattivo, più convincente, quello più connesso con la posizione con il colloquio e con il recruiter.

Ma potrebbe non essere necessariamente il migliore o il più qualificato per ricoprire l’incarico.

Inutile dire che questo genere di assunzioni non porterà mai a raggiungere i livelli di performance che invece il candidato ideale avrebbe potuto realizzare.

Ad essere prescelto in una selezione di personale é solitamente la Persona ottimale che ha il giusto atteggiamento, le predisposizioni necessarie e soprattutto è in possesso delle corrette competenze.

Attitudini che gli hanno consentito di impostare un trend positivo dove ha operato e che potrebbe diventare straordinario nel nuovo ruolo.

Questo accade perché putroppo l’impiego di Quiz, I.A., test, gaming e l’arrivo dei guru del career coaching hanno contribuito a forgiare una nuova classe di “professionisti del colloquio” in grado di affrontare egregiamente i processi di selezione ma forse meno i ruoli per i quali vengono selezionati.

Persone che affrontano e superano con disinvoltura anche le selezioni più ostiche e complicate apparendo come candidati ideali e qualificati a discapito di altri (magari nettamente migliori) più naturali ma meno attrezzati per lo scontro.

Come evitare questo bias? Difficile, molto difficile, in quanto il recruiter si sente solitamente raccontare esattamente quello che desiderava ascoltare e in assenza di una selezione tecnico/pratica approfondita sui temi della posizione, é possibile il collasso del sistema di selezione.

Ti è mai capitato di essere stato eliminato da una selezione di lavoro e scoprire che il candidato prescelto sia meno qualificato di te?

Si??! Raccontacelo…

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5 commenti

  • antonio ha detto:

    Mi sono trovato a selezionare ed ad essere selezionato; sono un tecnico in una impresa di costruzioni, per me scegliere i collaboratori è importante e, nelle imprese “piccole” il Direttore Tecnico ha un notevole peso decisionale, commisurato alla responsabilità di gestire un gruppo. Nelle imprese più grandi “spunta” il selezionatore dell’ufficio personale, e devo dirvi la maggior parte delle volte di competenza tecnica non ne ha, magari ha altre capacità; in questo caso, senza un ulteriore colloquio con il tecnico, la selezione è mera burocrazia (cercami subito un capocantiere, un contabile, un XX) e l’uff. personale espleta il suo compitino come fosse una “pratichetta” burocratica e nulla più.

  • Kat ha detto:

    Buongiorno, sono un formatore di adulti e un career coach, quando ho iniziato la mia professione tutti erano diversi, dai recruiter ai candidati. Da parte mia ho sempre sostenuto le persone prima nel riconoscimento delle proprie competenze per aiutarli a comprendere fino a che punto potevano candidarsi oppure no per posizioni desiderate, oppure se dovevano migliorare frequentando una formazione adeguata, inoltre Si, li ho preparati al colloquio ma sempre spiegando di dire la verità altrimenti con il tempo emergono le bugie. Negli anni tante persone sono tornate a ringraziarmi per aver raggiunto il successo cambiandogli la vita. Oggi molti “colleghi” si spacciano per professionisti che non sono e quando sento questi manipolatori e palloni gonfiati che creano altri a loro immagine e somiglianza, forse ingenuamente penso che sono dei poveretti che prima o poi qualcuno se ne accorgerà e che li farà cadere come meritano. Bisogna essere veri e sostenere chi ha bisogno insegnandogli e presentarsi rispettando l’altro è la propria persona con i valori, le competenze e la semplicità di essere se stessi.

  • Giovanni G. ha detto:

    Triste avere la conferma che l’asse si sta spostando dalla competenza al solo modo di saper apparire e/o manipolare il proprio interlocutore.

    Del resto il dubbio lo avevo già da un po, visto che oggi non si trova più formazione rivolta alla reale preparazione utile alla qualificazione delle competenze, ma solo e sempre corsi per imparare ad affrontare un colloquio o per usare internet ed office, come se fossero la chiave di volta.

    E passi per i normali canali di recruiting, che ormai più che altro puntano alla mera quantità, ma questo ha anche pesantemente influenzato i Centri Per L’impiego, che dovrebbero essere organismi super parte.
    Come detto in passato, è meglio che non riporti quello che mi hanno tentato di insegnare in questi luoghi.

    Speriamo che qualcuno decida di operare un cambiamento radicale, più che una rassegnazione verso un collasso.
    Un Saluto

  • Elena ha detto:

    Ogni tre per due sono stata battuta da candidati che conoscevo e sinceramente non credo avessero più capacità delle mie.
    Lasciamo stare le raccomandazioni poi…

  • Luigi T. ha detto:

    Nulla di più vero! Mi occupo di selezione del personale da 15 anni ed ammetto che è cambiato moltissimo il modo di approcciare il colloquio da parte dei candidati.
    Tutti preparatissimi sulle varie tecniche d’intervista e con le risposte preconfezionate in tasca…

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