L’AZIENDA NON ESISTE, ESISTONO LE PERSONE

L’illusione di tutti è che le organizzazioni aziendali siano qualcosa di più di un gruppo di persone che lavorano per un obiettivo comune.

Molti leader sono convinti che l’Azienda sia un’entità autonoma che dev’essere compresa e rispettata, di cui i dipendenti sono solamente parti sostituibili.

Non è così. La tua azienda non esiste, esistono solo le Persone.

La tua azienda non esiste, esistono solo le Persone.

Le Persone fanno le cose non le ragioni sociali.

Sono le Persone che costruiscono, vendono, acquistano, telefonano, formano, organizzano, archiviano, scrivono e a fine giornata portano fuori la spazzatura, non l’azienda.

Ecco perché quando è necessario lavorare sull’incremento delle prestazioni, sulla lealtà e l’attaccamento al marchio, sul mantenere basso il livello di turn over e sull’eccellenza in generale è necessario rivolgersi alle Persone tenendo conto dei loro desideri e delle loro aspettative.

Pensare all’azienda come un costrutto legale e non come ad una rete di persone e relazioni, non funziona più.

I vecchi rapporti contrattuali che si basavano sul “io ti pago, tu lavori” o “i dipendenti devono essere grati di avere un lavoro” sono solo un ricordo, oggi sono le Persone a scegliere le aziende con le quali condividere ideali e politiche e se desideri mantenere un ambiente fantastico e motivato guarda oltre lo stipendio e ai vantaggi che la tua azienda può offrire e parla ai loro cuori, ai loro spiriti e alle loro menti.

Le Persone non si impegnano solo perché dici loro di farlo.

Non sei d’accordo?

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13 commenti

  • Antonio ha detto:

    Si le aziende sono fatte di persone.
    Assunto, data carta bianca per riorganizzare l’azienda, proiettata verso nuove aperture di lavorazioni, fatturato in crescita, personale coinvolto nella crescita, risultato?
    La direzione ha deciso esortando ” ho aperto trent’anni fa’ le cose sono sempre andate così e così rimane”
    In poche parole hanno assunto con la scusa che da solo ero troppo impegnativo e mi hanno affiancato una figura Yes Man. La proprietà ha dato la stessa carta bianca per organizzare e il risultato è il caso totale. Il mio incarico è passato a commerciale e visione lavori, mentre la gestione logistica e amministrativa allo Yes Man. Cerco di tamponare gli errori, ma non trovo riscontro con la proprietà e
    Il personale, prima coinvolto, poi escluso nell’arco di poco tempo, se ne vanno e non vengono rimpiazzati, caricando di nuovi oneri quelli rimasti. Mi piange il cuore vedere questa situazione, ma l’azienda non è mia e anch’io faccio le mie valutazioni.

    Buona giornata a tutti.

  • Kat ha detto:

    La questione peggiore è quando ai vertici ti fanno credere che la “loro” azienda è fatta di persone.
    Ti mettono in mano un team sottosopra, confuso disunito pieno di odio e rancore, che si odiano e che se potessero si ucciderebbero tra loro e soprattutto ucciderebbero te, per cosa poi? Invidia, malumore, insoddisfazione, paura di dover lavorare veramente?
    Poi ti rimbocchi le maniche e lavori oltre 100 ore settimanali, fai riunioni, incontri, fai collaborare le persone, metti in luce il loro valore e lo fai sia per ogni singolo che per il gruppo. Gli dai delle speranze, obiettivi condivisi, progetti e finalmente sentono il successo del gruppo, portano loro progetti che vanno a buon fine, arrivano al lavoro con il sorriso e se devono fare qualche ora in più o qualche lavoro extra si offrono perché sanno che saranno ricompensati concretamente, realmente, che se hanno bisogno tu ci sei, sei lì per il team e per ogni individuo del team.
    Poi arrivano loro, i dirigenti e vedono con disgusto e increduli il lavoro che hai fatto e il team unito che hai creato. Così inizia la battaglia alla morte, la tua morte.
    Inizialmente non credi ai tuoi occhi e orecchie, hanno fatto solo credere che volevano un gruppo unito, efficiente e vincente, in realtà non è così. Vedono i collaboratori come carne da sfruttare, soffocare e schiacciare, vivono e dominano con filosofie tiranniche del “dividi et impera” e spargono zizanie per combattere l’armonia che regna, perché devono essere tutti contro tutti. Quello che dicono loro è corretto le altre sono …, quindi meritevoli di maltrattamenti e insulti. Tu sei insultato e maltrattato, schiacciato davanti ai tuoi collaboratori e messo all’angolo, spogliato di ogni responsabilità e diritto.
    Alla fine per non distruggerti decidi di cambiare e andare, ma dove andare? fatemelo dire è uno schifo!
    Grazie Massimo che possiamo condividere, un caro saluto

  • Antonio ha detto:

    Le aziende sono fatte da donne e uomini che si ritrovano in un modello e amano quel modello che spesso deve essere fatto vedere dai preposti …..i cosiddetti manager o supermanager soesso dinenticano da dove provengono e perdono di vista chi li sfama.

  • Catia ha detto:

    Il concetto nelle aziende è che “tutti sono utili, nessuno indispensabile” …. l’ho capito a mie spese e da quel momento l’ho usato anche a mio favore … e cerco di non dimenticarlo mai!!!!

  • Roberto Vaggi ha detto:

    E’ un concetto alto… però visto dal basso. Chi è in posizioni di vertice difficilmente arriverà a valorizzare quel concetto. Proprio perchè, essendo pur vero che “La tua azienda non esiste, se la pungi non sanguina!”, se vista dall’alto quel concetto “alto” potrebbe sfuggire.

  • Luciano Bonetto ha detto:

    Eppure moltissimi manager non lo capiscono. Sono convinti che esista una ragione di Stato e che tutto sia sacrificabile sull’altare del “si è sempre fatto così” e quindi o sei con noi o contro di noi.
    Grazie Massimo per i tuoi articoli ficcanti e sempre tragicamente reali!

  • Stefania Sommariva ha detto:

    Quanta verità in queste parole: persone come me, che sono state cresciute con una visione del lavoro ‘ancient regime’, si trovano finalmente a dare risalto ai propri valori, e a cercare aziende con cui collimino. Un nuovo approccio, che consente comunque di far fiorire le persone e stimolare la parte creativa, il pensiero laterale.

    • Mauro ha detto:

      Condivido il tuo pensiero Stefania. Spero ci siano possibilità anche per chi ha una certa età e esperienza da vendere

  • Luigi Bini Pallo ha detto:

    Per anni ho messo le priorità aziendali al primo posto nella mia vita. Solo adesso mi rendo conto di quanto sia insensato posporre le mie esigenze ed i miei bisogni rispetto a qualcosa che sostanzialmente non esiste.
    Ci sono manager che pretendono il tuo sangue in nome del bene aziendale, ma in cambio nessun riscontro.

    • Mauro ha detto:

      Io ho fatto anni da “percora nera” per valorizzare la mia unicità e i miei pensieri anticonformisti, pur svolgendo sempre il mio lavoro. Un esempio? Il vizio tutto italiano di fare straordinari tanto per farsi vedere in azienda fino alle 19-20 o il conteggio delle ore in strao … fortunatamente anni addietro decisi di dedicare più tempo a mia figlia e a me stesso.

      • Anonimo ha detto:

        Stessa identica cosa, per mostrare il mio attaccamento e dedizione per poi trovarmi con un pugno di mosche in mano ! Anno nuovo ho cambiato vita

        • Sonia ha detto:

          La stessa cosa è successa a me. Adesso, altro posto di lavoro, stessa mentalità. Ma esisterà un’azienda dove lavorare sia un piacere e soprattutto dove si venga apprezzati e non sfruttati (a volte in maniera subdola con falsa gentilezza e falsi sorrisi).

  • Lucio ha detto:

    Cristallino! Senza le Persone le aziende non esisterebbero

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