PAROLE MAGICHE PER DONNE E UOMINI FORTI

massimo rosa

 

Ho trascorso gran parte della mia vita professionale studiando e sviluppando modelli di analisi che mi permettessero di identificare le migliori persone, quelle ideali.

Sono sicuro di non sbagliare affermando che la grandezza di un leader si può valutare da piccoli segni, da come ad esempio tratta le persone, i propri dipendenti o da quante volte lo si sente pronunciare le parole magiche “scusa”, “grazie” o “mi sono sbagliato”.

Conosci altre parole magiche?

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21 commenti

  • Katia Maggi ha detto:

    Molto vera la constatazione che:
    “la grandezza di un leader si puo’ valutare da come tratta le persone …… o da quante volte pronuncia le parole SCUSA, GRAZIE, MI SONO SBAGLIATO”….

  • Susi Bartoletti ha detto:

    Ma chi sei ? Esisti davvero ?

  • Paola Zoccolanti ha detto:

    È giusto tornare alle basi e capire che questi valori sono universalmente applicabili, e non solo alla sfera lavorativa, ma sono a mio avviso ugualmente validi nella valutazione di una persona in generale.

  • Daigoro Ciervo ha detto:

    Lo stato (se così si può chiamare) più sensato e coerente che io abbia letto su linked in.
    Thanks god ci sono ancora LEADER che si comportano da tali anche se controtendenza dove al giorno d’oggi “vince” il più rude e diretto.

  • Simona Zitelli ha detto:

    Complimenti, infatti ci vuole proprio poco, la gentilezza e l’umiltà premiano.

  • Luciana Canepa ha detto:

    Condido pienamente, la leadership emerge, oltre che nel carisma e la capacità di gestire
    risorse, anche nella semplice e banale capacità di dire “Buongiorno”, “Per cortesia”, oppure
    “Complimenti, ha fatto un ottimo lavoro”, o ancora “Forse insieme possiamo migliorare
    questa performarce”,…. tutte cose che non si sentono dire molto spesso.
    La grandezza di un vero Leader consiste anche in tutto questo, unitamente all’umiltà di pensare
    ed ammettere di avere sempre qualcosa da imparare anche dai propri collaboratori.

  • Silvia Tinelli ha detto:

    Non so se le persone ideali esistono ma seguire i propri ideali ed essere persone migliori, quello sì, si può fare.
    Leader è colui che vive inspirando ed insegnando l’incanto, la speranza, la lotta, il possibile. E lo fa con emozione, senza finzione, senza rumore.

  • Alessandro Magagnato ha detto:

    a tutti coloro che sono e/o si sentono follower, azichè discutere di come dovrebbe o non dovrebbe essere il giusto leader, se non vi piace il vostro cambiatelo e/o diventatelo voi

  • Maria Teresa Rossi ha detto:

    Una specie in via d’estinzione

  • Patrizia Vitrano ha detto:

    Io farei molta attenzione allora parola “scusa” perché secondo me, la si può pronunciare a seconda della persona che si ha davanti o a fianco (a seconda se si è donna o uomo). Ci sono persone in presenza della quale non dovrebbe essere mai pronunciata, penso a situazioni con persone che hanno atteggiamenti e comportamenti aggressivi o da bulli. Sono dell’opinione che più che il “leader”, esistano persone che hanno bisogno di identificarsi con una persona che ritengono più saggia, più coraggiosa, più esperta e in modo naturale tra un gruppo di persone, viene fuori il “leader” quando ce n’è davvero bisogno.

  • Massimiliano Cantafia ha detto:

    Ho avuto spesso modo di scrivere che la leadership è un processo e non una persona che la incarna. Questo – il processo – varia da contesto a contesto… Non tutti i contesti (o i momenti storici delle aziende), infatti, sono idonei ad accogliere una logica di “servant leadership”, seppure questa sia – nel medio e lungo termine – più desiderabile di uno stile direttivo. Ma se si guarda al processo la cosa non è un problema, giacchè è la stessa organizzazione a richiedere e/o favorire, implicitamente ed esplicitamente, stili differenti in funzione dei propri bisogni cogenti. Se, di contro, si adotta l’idea del leader/personaggio, figura salvifica ed eroica che rappresenta i maggiori pregi umani (o incarna i peggiori difetti, nel caso dei manager autoritari), si sceglie la via della deresponsabilizzazione della organizzazione stessa!

  • Carlo T. ha detto:

    Nella semplicità il “sale delle cose”. Un leader non e’ un “personaggio” che “sa tutto lui”, e’ un essere umano che “fiduciariamente” e’ in grado di dare spazio alle persone che lavorano con (e non per) lui. Accetta i suoi limiti, umani, li riconosce e nel far crescere le proprie persone cresce con loro. Banalmente il “capo” sbaglia per se e per il suo team.

  • Stefano La Barbera ha detto:

    condivido in pieno….la capacità di farsi squadra nei momenti difficili….di mettersi in prima linea di fronte ad una sconfitta…il rispetto totale e viscerale di coloro che con le loro operatività e i loro sforzi permettono la riuscita e la vittoria di tante aziende….la capacità di porsi nelle prospettive diverse e dei “collaboratori” , per scorgere a fondo la loro visione delle cose….il leader è consapevole che la vittoria é sempre frutto degli sforzi particolari…che convergono nella visione totale aziendale!

  • Giorgio Di Egidio ha detto:

    Fa scudo sul team,
    Non si scansa quando arriva il primo “attacco”.
    Un buon leader fa parte della squadra ed è colui che ha il coraggio di stare in prima linea!
    Io ho avuto la fortuna di trovarmi nella vita lavorativa con alcuni di loro…da loro si impara molto anche del famoso “lavoro in team”!

  • Danilo Trombetta ha detto:

    Il buon leader è anche colui che dice “noi” quando si sbaglia. È facile prendersi i meriti, più difficile prendersi le sconfitte.

  • Simona Alessandri ha detto:

    Sante parole!

  • Stefano Zubbiani ha detto:

    Merce rara

  • Massimo Melis ha detto:

    Si valuta anche dal fatto che non si sottrae al confronto

  • Gabriele Coppola ha detto:

    La maggior parte delle persone tende a confondere la leadership con l’essere autoritario. Ma la realtà è ben diversa.
    Una cosa è l’autorità, ben diversa è l’autorevolezza.
    Una cosa è sentire, ben diverso da “ascoltare”.
    Il leader non si auto impone perché occupa una determinata scrivania.
    Il leader viene ricnosciuto dagli altri come tale e per questo rispettato, seguito ma non temuto.
    Il leader non è una capo ma il capo indiacusso.
    Riconoscere i propri errori e trattare le persone con rispetto a prescindere dalla loro mansione sono doti rare per questo apprezzate.
    Quando finirà la consideraxione dei dipendenti come numeri ma come vere risorse aziendali allora le cose andranno decisamente meglio

  • Sara Mattei ha detto:

    E’ dei forti il saper riconoscere le proprie mancanze e debolezze

  • Guido Castello ha detto:

    Tanto vero, quanto un po’ troppo spesso relegato alla letteratura …

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