motivazione

MANIFESTO DEL BUON LAVORO

Nel 2009 in compagnia di 400 operatori qualificati delle HR collaborai alla stesura di un documento che definimmo il “Manifesto del buon Lavoro”. Quando lo ritrovo appeso alle pareti degli uffici delle aziende che frequento, anche se un po’ ingiallito, mi pare attuale più che mai. Lo ripropongo di seguito auspicando che continui ad essere MANIFESTO DEL BUON LAVORO

IL SUCCESSO NON È MAI PER CASO

MICHELE FERRERO DOCET La prima volta che misi piede in Ferrero avevo 16 anni ed ero in visita scolastica con il mio Istituto superiore. Era tutto grande, enorme e dolcissimo e a noi “piccoli chimici” sembrava il paradiso. Ricordo benissimo anche gli sguardi orgogliosi e soddisfatti stampati sui visi degli addetti alla produzione. Tornai in IL SUCCESSO NON È MAI PER CASO

RENDETECI ORGOGLIOSI DI LAVORARE PER VOI

Motivazione del personale, spirito di appartenenza e altre storie. Il mio primo lavoro me lo diede la FIAT (oggi FCA) e sottolineo “diede” perché lo sentii come una concessione, ero stato fortunato, anzi un prescelto, quasi mi avesse convocato l’avvocato Gianni in persona. Essere un dipendente FIAT mi rendeva orgoglioso e percepivo forte il senso RENDETECI ORGOGLIOSI DI LAVORARE PER VOI

IL LAVORO NON E’ TUTTO

“Ho aiutato a sollevare una donna dal macchinario insanguinato che le aveva appena strappato quattro dita di una mano, e sento ancora le sue grida: “Gesù non potrò più lavorare”. [ Alvin Toffler ]   La testimonianza è agghiacciante ed il post, per l’intensità del messaggio che racchiude, potrebbe tranquillamente terminare qui. Non riesco però IL LAVORO NON E’ TUTTO

LE FRATTURE CHE CI RENDONO “UNICI”

Kintsugi e Risorse Umane   Proprio come avviene nella Ricerca del Personale di alto livello dove esiste “un solo candidato” che per caratteristiche e competenze viene ritenuto idoneo a ricoprire quel determinato incarico, anche nella vita siamo esseri unici. Non penso all’unicità di un aspetto esteriore ma alle cicatrici che ci segnano l’anima. Rughe interiori LE FRATTURE CHE CI RENDONO “UNICI”