Consigli, domande e risposte…

Sono convinto che sia un diritto del candidato ricevere informazioni non solamente sulla posizione e sull’azienda per la quale si sta candidando ma anche sulla persona che lo dovrà giudicare.

Qualche anno fa proposi una procedura di selezione che prevedesse come primo step la presentazione del recruiter e la messa a disposizione del suo curriculum ai candidati che lo richiedessero.

In alternativa non ci sono restrizioni alle domande più o meno dirette che vorrai porre al tuo selezionatore in fase di colloquio sulla sua preparazione ed esperienza.

Personalmente credo si tratti di una pratica ipocrita e poco costruttiva per entrambi gli attori.

Se hai deciso di licenziarti è perché l’azienda non ha corrisposto le tue aspettative e cercherai altrove queste soddisfazioni.

Si tratta di fiducia tradita, non di soldi come si tenderebbe a credere, vero?

Il fatto è che hanno tradito la tua fiducia e la tua dedizione ed adesso è troppo tardi. Comunque la si aggiustasse sarebbe una situazione ad orologeria.

Se con head hunter si intende il professionista che si dedica esclusivamente alla ricerca di personale qualificato per ruoli apicali e dirigenziali, si puo’ ipotizzare un compenso medio compreso fra il 15 ed il 30% della RAL (retribuzione annua lorda) del candidato collocato.

Tale compenso e’ corrisposto esclusivamente dall’ azienda cliente dalla quale proviene l’ingaggio del professionista. Nessun ulteriore compenso o importo deve essere corrisposto dal candidato.

Ci sono poi solitamente tre principali modalita’ di pagamento con le quali un head hunter puo’ essere retribuito:

A) Success fee: solo a conclusione positiva della ricerca.

B) 1/3-2/3-3/3: un terzo in acconto, un terzo alla presentazione dei profili e un terzo all’assunzione.

C) Spot: importo fisso prestabilito ed indipendente dall’esito della ricerca.

Nonostante il proliferare di corsi e corsicciuoli piu’ o meno blasonati non esiste una certificazione del titolo di head hunter.

Un buona base immagino possa essere quella del titolo universitario o un’educazione equipollente, un’eta’ oltre i 40 anni e una discreta gavetta trascorsa a risolvere problematiche inerenti le risorse umane.

Nello specifico il consiglio a giovani sarebbe quello di cominciare in una APL dove davvero il significato di gavetta si avverte, per poi passare dopo una decina di anni a qualche societa’ di executive search e decidere magari in futuro di mettersi in proprio.

L’attivita’ di ricerca e selezione del personale e’ legalmente regolamentata dal Ministero del Lavoro e prevede l’ottenimento di un apposita autorizzazione.

[ Leggi di piu’ su come diventare un head hunter, clicca qui. ]

Load More