TROVARE LAVORO INVIANDO CV? COL CAVOLO!

massimo rosa

Prendersi cura della propria carriera è faticoso e non si svolta con un click!

Per trovare o cambiare lavoro non e’sufficiente rispondere compulsivamente agli annunci come invece suggeriscono Infojobs, Indeed, Linkedin ed i grandi portali delle offerte di lavoro, o scrivere un Curriculum “magico” imbellettando al meglio le proprie esperienze come insegnano i fuffa-coach che infestano la rete.

Fidandosi delle false promesse del marketing la stragrande maggioranza di coloro che sono alla ricerca di un lavoro si limita ad inviare copie del proprio CV e rimane in attesa di una chiamata che spesso non arriva.

La realtà è che le aziende non offrono “posti di lavoro” ma cercano “persone” che risolvano i loro problemi e le aiutino a guadagnare di piú.

Per questo, e solo per questo, sono disponibili a pagare a loro volta coloro che saranno in grado di apportare questi vantaggi.

Se tu fossi al posto di chi decide, ti assumeresti?

E se, come mi auguro, la risposta è sí, perché?

Credo che le Risorse Umane non siano né importanti, né strategiche o tantomeno preziose, ma l’UNICA RISORSA di una qualunque impresa che si possa definire tale.

In tempi non sospetti Andrew Carnegie presagì “Se licenziate tutti i miei dipendenti e mi lasciate le fabbriche in poco tempo sui pavimenti crescerà l’erba, ma se al contrario mi portate via le fabbriche lasciandomi i miei lavoratori in pochissimo tempo avremo fabbriche e luoghi di lavoro migliori di prima“.

Per tornare a valorizzare le organizzazioni atipiche quelle che si permettono di abbracciare le persone insostituibili, le rock star, quelle che possono fare la differenza, c’é bisogno di Persone che spieghino loro il motivo per il quale devono essere assunte mentre di “speditori di CV”credo se ne possa fare a meno.

Tu che dici?

 

32 Responses

  1. Credo che il CV sia spesso riduttivo , come fa un pezzo di carta far capire quanto veramente può valere una persona sul posto di lavoro ?
    Puoi scrivere il CV più bello del mondo ma se alla fine non vali quanto scritto ?
    Credo che il lavoratore debba sempre essere valutato di persona , parlandoci in modo corretto ( ad es. come scritto da altri chiedendo pareri su come eseguire il lavoro , gestire situazioni o problematiche ) ci si può fare un idea chiara di chi si ha davanti .

  2. Concordo appieno e aggiungo: puoi avere tutte le competenze del mondo, ma se le scremature le fanno gli algoritmi, con limiti assurdi, impostati per esempio sull’ età che dovrebbe avere il candidato, si è fuori dal mercato a prescindere. Inoltre, le aziende spesso sono disposte a pagare non più di due lire, perché della “qualità” e della competenza non importa più a nessuno. Importa solo il taglio dei costi…anzi i costi all’osso.

  3. Dr. Rosa, a mio avviso credo che la criticita’, o limite, sia nel: “La realtà è che le aziende non offrono “posti di lavoro” ma cercano “persone” che risolvano i loro problemi e le aiutino a guadagnare di piú.
    Per questo, e solo per questo, sono disponibili a pagare a loro volta coloro che saranno in grado di apportare questi vantaggi.” e di questo ne siamo coscienti tutti. la domanda e’:
    come “farsi conoscere” dalle potenziali aziende? La percezione che si ha e’ che siano tutti inavvicinabili, se non attraverso quei strumenti demonizzati e ritenuti inutili.
    Ogni suo consiglio al riguardo credo sia apprezzato da tutti.
    Cordialita’

  4. Concordo e porto un’esperienza reale che, spero, possa essere utile a chi è in cerca di opportunità. L’esperienza la fa un mio cliente che, senza aver messo nessun annuncio di ricerca personale, riceve la lettera di una persona specializzata in SMM. Questa lettera conteneva una presentazione delle competenze professionali di questa persona, una cosa molto stringata e veloce; il fulcro di questa lettera si basava sull’analisi dei canali di comunicazione del mio cliente e di come, attraverso le sue competenze, questa persona avrebbe voluto agire per migliorarne una serie importante di aspetti. E’ stata immediatamente chiamata a colloquio e poi assunta. Preciso che quando un’azienda non sta cercando personale, non ha nemmeno allocato un budget per farlo, quindi per prendere questo tipo di decisione, deve essere stato sollecitato a dovere un “bisogno”. E’ dura, ci vogliono colpi di genio, le idee non bastano più, ma si può fare.

  5. Concordo… infatti le aziende dovrebbero cambiarr metodo.
    Potrebbero provare a sottoporre i problemi e coloro che si candidano dovrebbero fornire una loro visione e risoluzione

  6. Sono d’accordo. Voglio sottolineare la frase “le le aziende non offrono ‘posti di lavoro’ ma cercano ‘persone’ che risolvano i loro problemi e le aiutino a guadagnare di piú.”
    E’ importante perciò che le stesse aziende non si limitino a collezionare e leggere CV, o a selezionare in base a superficiali colloqui, spesso basati sulla fallace “chimica” tra intervistatore e intervistato, o peggio ancora a pensare che tanto, dopo il periodo di prova o a scadenza di contratto a tempo determinato, il dipendente si possa tranquillamente sostituire.
    Per evitare sprechi (spesso consistenti) di tempo e denaro, il datore di lavoro deve essere disposto a investire in strumenti e soluzioni che aumentino le probabilità di assumere il giusto candidato, sulla base di una chiara e condivisa job description, che venga tradotta in motivazioni e abilità misurabili con opportuni test e verificabili con sagaci colloqui comportamentali.

  7. Andrew Carnegie “Se licenziate tutti i miei dipendenti e mi lasciate le fabbriche in poco tempo sui pavimenti crescerà l’erba, ma se al contrario mi portate via le fabbriche lasciandomi i miei lavoratori in pochissimo tempo avremo fabbriche e luoghi di lavoro migliori di prima“. Questo dovrebbe essere il mantra di molti manager

  8. Interessante e sostanzialmente condivisibile. In parallelo, dovremmo cominciare ad educare anche gli HR department a chiedere a chi si immette nel mercato del lavoro ‘fammi capire cosa puoi fare per me e generare valore organizzativo nella mia azienda’, anzichè carta inutile…

  9. Purtroppo non ci sono molte alternative, o hai “la conoscenza” in azienda dove vuoi essere assunto oppure devi inviare i cv tramite i soliti siti o direttamente alla mail dell’azienda se ha la sezione del reclutamento nel sito internet
    Negli anni mi è capitato di incontrare selezionatori di agenzie interinali particolarmente appassionati nel proprio lavoro a cui ho fatto una buona impressione ed erano poi loro a contattarmi per informarmi di una possibile opportunità lavorativa e mi chiedevano il permesso per inviare la mia candidatura; rimettersi in cerca dopo anni significa ricostruire tutta la rete, oltre al fattore età, si ci trova più “vecchi”.
    L’impressione che ho è che o fai il capo, o sei “manovalanza” grazie anche a gestionali sempre piu evoluti che consentono di avere lavoratori meno qualificati.
    Ci sono troppi disoccupati, e senza uno sponsor, che sia l’amico in azienda o il selezionatore a cui sei piaciuto molto, fai fatica a trovare un colloquio per una posizione interessante.

  10. Parole giuste e “pesanti” (perché in controtendenza rispetto al periodo storico che stiamo vivendo). E mi permetta di aggiungere che quella frase di Carnegie dovrebbe essere incorniciata e affissa su tutte le pareti delle aziende. Grazie, Dottor Rosa

  11. Caspita … mi stupisci sempre di più !! Bravo Massimo sagge parole nn servono a un cavolo .. inviare cv. E sai perché ti dicono di farlo ?
    Te le dico io , perché così chi sta alle risorse umane fanno vedere che lavorano. ( così per dire ) analizzano analizzano ma fanno finta hanno la posta imballata e chi se la prende il quel posto. Siamo noi !
    E poi ti arrivano migliaia di email pubblicitarie e basta !!

  12. Gentilissimo, il suo pensiero solleva una problematica ormai nota ed assodata, siamo divenuti macchine da lavoro accondiscendenti agli eventi. Asserviti ormai ad un sistema che ci costringe ad accettare “la chiamata” che finalmente arriva.. siamo a volte stanchi di esprimere i veri noi stessi e lasciamo ad “altri” il giudizio. Non abbiamo la libertà di essere. Schiavi e schiavisti del sistema.. stereotipati..sono anni che lotto per ” avere il mio posto nella società”. Ne ho viste e sentite di ogni ed a fatica e con la grinta che mi contraddisringue ho conquistato i miei piccoli traguardi.. Non smetto di guardarmi intorno e di trovare il “mio lavoro”!! La ringrazio per aver condiviso il suo post, aiuta molto a riflettere e non smettere di lottare! Buona giornata

  13. Esatto, oggi senza un adeguato sviluppo di Personal Branding a corollario del curriculum si va da poche parti. Così facendo si facilita il lavoro alle aziende e agli head hunters ed entrambi i soggetti amano la semplificazione del proprio lavoro…

  14. Cominciamo allora a cambiare terminologia. Non più ricerca di lavoro, piuttosto “Prospecting”. Adesso si che cominciano a ragionare. Felice di trovare un pensiero in comune. Il passo successivo è: “Come dimostrare che i vantaggi apportati ad un’azienda precedente sono davvero farina del proprio sacco? Come evitare che qualcun altro prenda il merito di anni di sviluppo di un’idea portata avanti con passione? Grazie Massimo per gli spunti. Ci penserò.

  15. Buona sera Massimo, bel post, sicuramente condivisbile. Come si vede però chiaramente da diversi commenti, le persone hanno bisogno di soluzioni concrete. Un Head Hunter con esperienza come la sua potrebbe forse dare consigli più dettagliati? Sarebbe sicuramente un aiuto più concreto oltre allo stimolare la riflessione che è pur sempre importante. Penso che ci sia un grande bisogno di strumenti e risorse concrete ma non convenzionali (di quelle convenzionali ce ne sono in abbondanza). Qualche sua proposta in merito?

    1. Erica Zuanon effettivamente qualche idea l’avrei ma i consigli che ho da offrire rischiano di essere parziali e relativi alla mia modestissima esperienza maturata su interventi di Executive Search, quindi utili a pochi.
      Credo che piú efficace sia riuscire a dare uno spunto di riflessione o un’angolazione “politicamente scorretta” dei problemi e stimolare i pareri e le soluzioni che arrivano da chi partecipa alla discussione dei post.
      Sinceramente poi credo che il compito di dare risposte non sia mio ma di coloro che, per incarico, sono responsabili della politica e del welfare del nostro Paese.

  16. Il problema è che neanche basta. Perchè se il problema fosse solo la formazione continua, lo sviluppo delle proprie aree deboli, l’investire su se stessi anche in termini di crescita personale sarebbe facile trovare lavoro. Invece non basta. Perchè alla fine bisogna conoscere, il mercato del lavoro non è fluido. Troppi intermediari forse neanche della stessa qualità professionale di chi devono intercettare. Un problema vero.

  17. “La realtà è che le aziende non offrono “posti di lavoro” ma cercano “persone” che risolvano i loro problemi e le aiutino a guadagnare di piú”. D’accordo Dott. Massimo Rosa, pienamente, con tale affermazione. Ma queste persone spesso possono fare molto meglio ciò, oggi, per tantissimi ruoli, in #Smartworking ed a qualunque età… per tantissimi motivi che non sto qui ad elencare. Perché, dunque, tanti recruiters continuano a cercare persone sempre per posizione geografica, un certo range di età, full o part time, ecc. Ho sempre sostenuto che per la maggior parte delle mansioni, funziona molto di più lavorare per task e non per orario! Oggi finalmente ne abbiamo tutti gli strumenti!

  18. Bello il post come sempre. Sarebbe bello se il mondo del lavoro fosse così in linea con la meritocrazia ed ancorato a ciò che effettivamente serve ai datori di lavoro. Sarebbe bello potersi mettere in gioco sapendo però di rischiare poco perché alla fine la famiglia rimane a carico e se si dovesse sbagliare sarebbero guai seri. Magari. Il problema è far incontrare offerta e bisogno. Chissà quante persone sarebbero davvero disposti a sacrificarsi mettendoci il massimo pur di soddisfare le proprie attitudini non sinergia con un potenziale datore di lavoro. Ma come si fa a far incontrare le due parti in un mondo del lavoro così frammentato e fluido dove tutti sono tutto ? Questo è il problema. Certo poi ci sono persone inascoltate che alla fine sono disorientate e passano per inadeguate. Mah. Sarà un mondo diverso dall’altro e con cui non ci si riesce ad incontrare ?

  19. Post davvero stupendo!
    Confermando la sua capacita’di proporre argomenti inediti o come meglio credo preferirebbe definirli lei “politicamente scorretti”, e’assolutamnente vero che ci sia una forma di subdola presa in giro e abitudine dei media e della pubblicita’a far percepire come tutto semplice e tutto a portata di mano con un semplice click.
    Ovviamente poi si creano utenti “imbruttiti” dalla vita che trascorreranno le loro giornate a trollare o insultare il prossimo perche’a loro non viene data la possibilita’di lavorare.

  20. D’accordo su tutto, soprattutto (visto che riguarda il mio settore) sui fuffa-coach. Peccato che poi arrivino da me persone in gamba, con esperienze molto valide in settori dove la richiesta non manca mai (non digital media qualcosa, ma recupero credito, commerciale etc) ma con un CV di sei pagine senza foto in cui vengono descritte con dovizia di particolari le vacanze studio del 1992. Io ho fatto anche selezione del personale e so che un cv così lo avrei scartato… scartando quindi anche la persona. Quindi, una mano (che non promette miracoli!) qualche volta può anche servire

  21. Basterebbe dare il giusto peso alle esperienze ma soprattutto fare una scelta DOPO un colloquio, perché siamo pur sempre PERSONE e non pezzi di carta (o date di nascita)…. Chissà se un giorno si potrà raggiungere questo Nirvana. [E questo Dott. Rosa lo auspica anche Lei, che ha condiviso questo pensiero attraverso un bell’articolo di qualche tempo fa]

  22. Ottimi consigli su ciò che non si deve fare. E cosa bisognerebbe fare invece? Ma soprattutto, i recruiter non fanno già la “scrematura” in base ai loro parametri di esperienza, skills, età, etc etc? Oppure la fanno grazie ad un misiratore di sudore?
    Io ritengo che ad oggi la maggior parte dei professionisti che cambia occupazione, lo faccia tramite conoscenze (e non raccomandazioni, attenzione), cioè grazie a qualcuno che faccia arrivare il cv (scritto seriamente e senza invenzioni) nelle mani della persona giusta.
    Tengo a precisare che il mio commento non vuole offendere nessuno, menchemeno lei che seguo da tempo, ma purtroppo ormai su Linkedin troppe persone spiegano come raffreddare l’acqua al Polo Nord..

  23. Assolutamente daccordo, proprio per questo continuo sempre a cercare, sembrerà strano, ma ormai i miei contratti li giudico missioni…che comunque terminano una volta rientrato il problema…non riuscirei neanche ad accettare un lavoro che non richieda particolare expertise, o che sia piatto….tuttora alla ricerca di una nuova posizione sfidante…

  24. Quanto è vero , io ho consegnato anche curriculum a mano proprio per farmi conoscere di persona , ho fatto il giro del paese fermandomi a studi di commercialisti proprio per la mia competenza . Io ci ho provato anche se qualcuno non aveva bisogno di persone . Però mi sono attivata per non rimanere ferma . Infatti con il mio trasferimento 6 anni fa proprio così trovai lavoro ed oggi lo rifatto . Speriamo .

  25. Interessante osservazione, soprattutto da autorevole fonte. Apprezzo e condivido tutto quanto riferito ma, come sovente accade in queste circostanze in cui si elargiscono soluzioni “ovo-colombiane”, ci si trova di fronte al fenomeno del “raggio verde” all’alba: tutti sanno cosa è, ma nessuno lo ha mai visto. Vale a dire che, tutti sanno cosa comunicare ma, magicamente il povero jobseeker non sa mai come fare arrivare a destinazione queste informazioni. Si suggerisce di non inviare asettici CV, ma stranamente si finge di ignorare che i moderni “recruitment systems” automatizzati consentono solo di inviare asetticamente, ripeto solo, quelle informazioni che adesso vengono considerate inutili. Si vuole convincere la schiera di jobseekers che i citati sistemi siano vasi di Pandora, dai quali attingere solo candidati selezionati, ma non viene detto che in realtà sono calderoni nei quali accantonare illusi jobseekers da tenere adeguatamenre separati dai fortunati “ammanicati”, “presentati”, “accompagnati”. Segnalati automaticamente dal solito ed infallibile sistema della raccomandazione. Belle parole, ben piazzate, ricche di significato ma povere di contenuto. Come i poveri jobseekers. Un cordiale saluto

  26. Condivido, il problema è che non posso trovare soluzioni, alternative, risparmi se non studio l’azienda per cui mi candido.
    E nel 99% dei casi posso dire solamente chi sono e cosa ho fatto perché tutt’e le altre info a partire dal nome dell azienda che assume è tabù!!!

  27. sono d’accordo con quanto scrivi e penso anche che scrivere il proprio Cv è un esercizio importante e un lavoro personale su se stessi. A chi mi ha chiesto di aiutarlo a scrivere il Cv ho preferito solo dare indicazione lasciando a lui la possibilità di sperimentarsi. Se non sai valutare te stesso come pensi che qualcun’altra possa farlo?

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