NON MANDARMI IL TUO CV, BRUCIALO!

Se sei uno di quelli che crede che gli Head Hunter siano un po’ stronzi, hai ragione.

La stessa impressione me la feci io quando 25 anni fa muovevo i primi passi nel settore della ricerca e selezione di personale qualificato e i mi pareva che i miei colleghi senior sprizzassero sufficienza da tutti i pori.

In realtà col tempo ho imparato a farci in parte l’abitudine ma anche a comprendere il motivo di determinati comportamenti e probabilmente a diventare anch’io un po’ più stronzo di quanto già non fossi.

La spiegazione scientifica più logica la trovai per caso nella “dissonanza cognitiva” di cui mi parlò un caro amico e collega statunitense ( wikinformati è interessante ) .

Significa che quando hai compiuto il compitino di spedire il Curriculum Vitae ad un Headhunter, come chiaramente ti ha richiesto l’ultimo libro cult:

“Tutti i segreti per trovare lavoro sicurissimamente ma che dico, certamente di sicuro garantito a limone” scritto dal giornalista di grido e caporedattore del noto quotidiano che di lavoro non ne ha mai dovuto cercare uno poiché messo lì dai referenti politici di turno e al quale avete fatto la donazione dei 30 euro di copertina, e non ricevi risposta, diventi dissonante.

Ovvero il tuo cervellino per coerenza si attende che alla tua azione corrisponda la reazione più sensata e logica possibile; quella di essere contattati dall’Head Hunter al quale hai scritto.

Peggio ancora quando dell’Head Hunter perdi le tracce dopo esserti accertato che ci sia una ricerca in corso con le caratteristiche che si addicono perfettamente al tuo profilo professionale e hai contattato direttamente l’Head Hunter il quale ti ha pure richiesto il Curriculum Vitae.

Come nasce la tua convinzione che noi Head Hunter siamo stronzi:

1 – perché ovviamente gli stronzi esistono e anche il campo degli HH non ne è esente

2 – perché nonostante tu abbia inviato il Curriculum Vitae per una posizione di cui credi essere perfettamente pertinente e magari mi abbia contattato con un telefonata, non ti ho più richiamato.

Ok, allora a questo punto è doveroso che mi perda un attimo nel descriverti cosa è e non è un Head Hunter.

Nel mio post “Nani, ballerine e saltimbanchi, tutti gli operatori del mercato della domanda-offerta di lavoro” ti avevo affrescato velocemente e senza tanti giri di parole il “circo delle risorse umane” in Italia.

In particolare ora ti vorrei spiegare esattamente cos’è un Head Hunter e come opera.

Da non confondere con le agenzie del lavoro in generale ne tantomeno con career coach, i cacciatori di teste o headhunter sono figure professionali ingaggiate solo ed esclusivamente dalle aziende che affidano loro la ricerca di candidati di medio e alto profilo. Quelli in pratica che difficilmente trovi nella banca dati di Monster o su Jobrapido.

Con questa affermazione capirai da solo che non operano per risolvere un tuo problema bensì quello dei loro committenti, le aziende appunto. Quindi accantona l’aspettativa che fai loro un favore autocandidandoti ogni settimana ingolfandogli la casella email con il tuo Curriculum bilingue ( perché poi ti sei fatto la versione in inglese lo capisci solo tu, non fa figo e non serve ad altro che a far incazzare quei professionisti che hanno scarsa conoscenza delle lingue, bravo! ).

 

Al contrario della APL (agenzie per il lavoro) e dell’Outplacement che spesso si riducono a rimbalzare qui e là Curriculum Vitae in una forma tristissima di “tentata vendita”, gli headhunter lavorano su numeri ristretti e se vogliono il tuo Curriculum Vitae te lo chiedono dopo essersi accertati di chi sei, cosa hai fatto, cosa stai facendo e con quali risultati. Quando un headhunter ti contatta sa già tutto di te e della tua carriera.

Non confondere un headhunter con questi operatori che trascorrono la maggior parte del loro tempo a caccia di Curriculum Vitae da presentare ad aziende che non glieli hanno richiesti.

 

Ti racconto una storiella sulle APL – ex Interinali.

Hai presente che solitamente le agenzie ex-interinali sono ubicate tutte nello stesso quartiere se non addirittura a fianco una dell’altra? Bene, il motivo è che quando (i rarissimi casi ormai) si imbattono in un candidato interessante devono essere così tempestivi e rapidi nel faxare il suo Curriculum Vitae a più aziende possibili anche se non glielo hanno richiesto poiché nel frattempo costui uscendo dal loro locale si infila in quello della concorrenza, la quale farà immediatamente la stessa cosa.

Infatti se la fortuna li aiuta l’azienda interessata al candidato in oggetto pagherà le competenze alla prima agenzia che avrà presentato il Curriculum Vitae.

Il marcato delle vacche in pratica.

Tornando a bomba ai nostri Head Hunter ti volevo segnalare che i mandati d’incarico con i quali vengono ingaggiati sono principalmente di due tipi:

 

  1. A) ad anticipo – L’azienda paga solitamente un terzo delle competenze a prescindere dal successo della ricerca di personale.
  2. B) success fee – L’azienda paga esclusivamente con il successo della ricerca di personale.

 

Da questo puoi evincere la seconda considerazione importante se vuoi davvero avvalerti del vantaggio che un Headhunter può apportare alla tua carriera:

Gli Head Hunter hanno molto più bisogno di te che tu di loro, se non chiudono la ricerca non guadagnano (tutto o in parte che sia) il valore della commessa.

Quindi se non ti chiamano è perché hanno valutato in maniera certa ed assoluta che tu non puoi essere il candidato ideale.

 

Riassunto e punti fermi:

Fra gli Head Hunter esistono gli stronzi strutturali e coloro che si sono instronziti per auto-difesa.

Un Head Hunter non lavora per te tantomeno per trovarti un lavoro.

Non tutti coloro che ti contattano per offrirti un’occupazione o richiederti il Curriculum Vitae sono Headhunter.

Quando un Headhunter ti contatta a freddo sa già tutto ciò che c’è da sapere su di te e sul tuo percorso professionale.

Se sei il candidato giusto sei più importante tu per l’Headhunter che non il contrario.

Lo vuoi un consiglio?

Non candidarti mai ad un Headhunter ma al contrario, renditi il più “trovabile” e “reperibile” possibile.

Fa in maniera che la tua storia ti preceda, distinguiti nel tuo lavoro ed evidenzia i risultati che hai ottenuto.

Qualche anno fa scrissi un post intitolato “Bruciate i vostri Curriculum” perché mi ero stufato di essere preso di mira come colui che era in grado di trasformare con i suoi consigli un Curriculum Vitae in un viatico sicuro per una nuova assunzione ( il Corriere della Sera, La Stampa, La 7, ecc..) non è così, benché si continui a pubblicare una montagna di spazzatura sul tema “I segreti del Curriculum vincente, bla, bla, bla”.

Se puoi essere una figura chiave nel tuo settore non hai bisogno di un Curriculum Vitae, al contrario potrebbe danneggiarti fornendo la scusa a potenziali datori di lavoro di non assumerti in quanto “manca questo e quell’altro…” .

Il Curriculum Vitae è uno strumento per job-seekers di livello medio basso.

Tu credi che incarichi professionali da sei cifre vengano assegnati a candidati che massacrano i marroni agli Headhunter o inviano Curriculum Vitae via e-mail?

Sto parlando di smetterla di rompermi le scatole e di diventare un candidato RockStar (rileggiti “Sei un Candidato RockStar o uno degli altri?” che male non ti fa).

Quindi stai sereno, se ho bisogno di te ti trovo io.

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