LAVORO DI CITTADINANZA

Quando al reddito si preferisce il sudore di cittadinanza.

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Alla prova dei fatti il “reddito di cittadinanza” potrebbe economicamente non funzionare.

Dove invece è stato un clamoroso fallimento è sicuramente sotto l’aspetto umano e sociale.

Da sempre “Guadagnarsi il pane è un sano motivo d’orgoglio”scrive anche Papa Francesco “Il lavoro costa fatica ma aiuta a conservare un sano senso di realtà ed educa ad affrontare la vita. Le persone che mantengono se stesse e le proprie famiglie con il loro lavoro creano dignità.

Il lavoro è dignità. I sussidi quando non legati a ridare occupazione creano dipendenza e deresponsabilizzano”.

Non credo di essere il solo ad immaginare che anziché regalare sussidi e creare l’ennesimo carrozzone (centri per l’impiego, agenzie formative, ecc.) sia più ragionevole pensare ad un LAVORO DI CITTADINANZA.

Un “Lavoro Sociale” non solo in ambiti locali e pubblici offerto a coloro in difficoltà che hanno perso le tradizionali fonti di reddito o ne sono stati esclusi a causa della crisi e dei tagli occupazionali.

Un modo dignitoso di garantire il sostentamento e continuare a motivare coloro che altrimenti si adagerebbero imbeccati da un reddito garantito senza sforzo.

Che ne pensi? Reddito o Lavoro di Cittadinanza?

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55 Responses

  1. Lavoro sempre e comunque. tutti i lavori sono dignitosi, se fatti con onestà e senso del dovere. La pigrizia retribuita contribuisce a creare una società di parassiti beceri e arroganti.

  2. riprendendo le parole sopra riportate, “I sussidi quando non legati a ridare occupazione creano dipendenza e deresponsabilizzano”: lo scopo del reddito di cittadinanza è proprio ridare lavoro, quindi non lo si dovrebbe mai vedere come un fallimento. Il fallimento potrebbe essere legato all’abuso che se ne potrebbe fare raggirando i criteri di accesso (come è accaduto/accade per i sussidi), ma questo è altro tema.

  3. Ho sentito una proposta della Lega: fare formazione sul campo direttamente nelle aziende e venire retribuiti con un emolumento pari al reddito di cittadinanza. Mi sembra molto ragionevole ed in più si eviterebbe il lavoro nero che il puro assistenzialismo del reddito di cittadinanza fine a se stesso potrebbe comportare.

  4. Lavoro Lavoro Lavoro. Senza il lavoro l’essere umano e’ nulla.
    Senza il lavoro l’essere umano si sente un fallito.
    Senza il lavoro l’essere umano e schiavo dell’obblio.
    Con il reddito di cittadinanza l’essere umano diventa un parassita.
    Io sono nato a Roma, in uno dei quartieri piu popolari di Roma ( San Lorenzo). Ho vissuto a Roma i miei primi 22 anni di vita. Non so se la mentalita’ della gente della mia citta e’ cambiata dopo tanti anni, posso solo dire che se non e’ cambiata , il reddito di cittadinanza sara’ un fallimento per lo Stato ed una manna per chi non sa cosa significa l’orgoglio di lavorare ( qualsiasi lavoro).
    Questa mia non vuole offendere nessuno, io sono orgoglioso di essere nato a Roma, ma!!

  5. Lavoro di cittadinanza. Lavoro e basta chiacchiere. Ma non dimenticarsi mai che anchhe cercare lavoro ha un suo costo.

  6. Concordo pienamente. Bisognerebbe parlare di “Lavoro di cittadinanza” piuttosto che di “Reddito di cittadinanza”. La dignità di ogni persona si fonda sulla capacità di sostentamento e sul lavoro: un reddito di cittadinanza non farebbe altro che sostenere il concetto di assistenzialismo che, soprattutto oggi, non fa bene al popolo italiano.

  7. Deleterio sperpero di denaro pubblico, non portera altro che: prendersi il reddito di cittadinaza e fare un lavoro in nero…… e campare cosi……….
    E gia’ tutto calcolato e lo sanno……. Io provengo da quelle zone…..
    14 anni in nero….. ed i sindacati: a noi che ci frega???? (Risposta vera che mi hanno dato personalmente).
    Non sarebbe stato meglio attrarre nuove aziende invece di farle scappare letteralmente massacrandole di tasse?????

  8. E’ tutto sbagliato. Senza entrare nel merito, lo ha fatto già egregiamente lei, come spesso accade a questo governo le spiegazioni che danno delle modalità di esecuzione degli interventi contengono già le spiegazioni del loro fallimento.
    Mi spiego meglio. Il Ministro del Lavoro spiega che, contestualmente a tutto il nuovo impianto in tema di reddito, si provvederà a riattivare i centri per l’impiego per farli essere veramente un nodo di incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro (lui non l’ha detta così, ovviamente, ma questo era più o meno il senso).
    Ora, tutti sanno perfettamente che i centri per l’impiego non hanno mai funzionato, ma nel momento in cui mi si dice che li si vuol fare funzionare, allora mi si dovrebbe spiegare come, con che risorse – umane e finanziarie – e con quali obiettivi.
    E prima si fanno funzionare e poi, dopo aver dato dimostrazione che l’impianto sta in piedi, si assegna il reddito di cittadinanza e si aggancia il diritto alla ricerca attiva del lavoro per il tramite di detti centri.
    Ma invece è chiaro che i centri per l’impiego non funzionano e non funzioneranno mail. La pratica li aveva sostituiti con le Agenzie per il Lavoro che questo governo ha bastonato in quanto “caporalato”.

  9. il lavoro non e’ dignita’ in se’, il reddito e’ dignita’. Lavorare paradossalmente senza reddito non sarebbe dignita’. Che il reddito di cittadinanza sia un fallimento sotto al punto di vista umano e’ sociale e’ un punto di vista quantomeno singolare, infatti oltre ad essere presente in 26 paesi su 28 della UE, la manovra accolta come tentativo di dare dignita’ a chi e’ povero e non ha soldi e’ stata denigrata come se stessero tutti bene e non aspettassero altro che soldi a pioggia x cazzeggiare sul divano. Si vede che i governi precedenti avevano fatto troppo bene x aumentare occupazione e reddito, che denigrare questi gesti sembra quasi scontato

  10. Ma Lei è davvero convinto che 780 € al mese (insufficienti a mantenere una famiglia) possa creare un esercito di fannulloni ? L’indennità di disoccupazione e la cassa integrazione (che lei non critica) invece sono strumenti utili. ? Il lavoro di cittadinanza ( giusto per tenere impegnate le persone) non darebbe a nessuno la possibilità di di riqualificarsi e legittimerebbe lo sfruttamento del lavoratore tenendolo sempre e cmq sotto ricatto di chi è preposto ad assegnarlo. Inoltre Il carrozzone dei centri d’impiego creerebbe ulteriori posti di lavoro.

  11. Sai che non mi piace portare in questo contesto le mie personali convinzioni politiche (e non lo farò neanche in questa circostanza). Per questo la mia analisi è di tipo “tecnico”…
    Se ci muovessimo su un piano puramente ideale, ovvio che sarebbe preferibile un “lavoro di cittadinanza”, ossia quello orgogliosamente inscritto come ragione fondante dello stato italiano nell’art. 1 della Costituzione!!!
    Ma misurandoci sul piano della realtà, ciò che troverei consigliabile è la possibilità di dispiegare contestualmente politiche di investimento (mi viene in mente, a titolo di esempio, cosa comporterebbe in termine di indotto lavorativo l’insieme di tutto quanto occorre per la Digitalizzazione totale della P.A.) e politiche di riforma del Mercato del Lavoro (sempre a titolo esemplificativo, lasciando quasi immutata la flessibilità contrattuale per i giovanissimi ma rendendo il lavoro subordinato l’unica forma contrattuale possibile – salvo le libere professioni – al di sopra dei 35 anni, ossia a partire da una fascia di età nella quale la maggior parte delle persone contrae impegni personali e familiari… figli, mutuo, tasse… ed ha bisogno di un bilancio basato su certezze)!
    Semplici flash… concetti che andrebbero approfonditi!

  12. Di contro il “lavoro di cittadinanza”, che tu proponi come alternativa, non è meno problematico ne privo di implicazioni!
    In primo luogo perché il compito di un governo – di qualsiasi governo – non è la creazione di posti di lavoro ma la capacità di generare le condizioni perché posti di lavoro possano essere creati dagli attori economici e sociali.
    Secondariamente perché esistono esperienze precedenti che hanno dimostrato il fallimento di tale politica (mi riferisco ai cd. “lavori socialmente utili”, che hanno riempito le Pubbliche Amministrazioni Locali di personale privo di competenze, a basso costo – con ovvi problemi etici ed economici in rapporto ai lavoratori “effettivi” delle stesse – e motivato dall’aspettativa di una futura collocazione permanente in dette amministrazioni).
    Da ultimo perché – esattamente come avverrà per le procedure di “background” poste come condizione per l’erogazione del reddito di cittadinanza – la macchina pubblica non ha la capacità effettiva di governare un simile meccanismo

  13. rievocando la costituzione….ART.1 L’italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro….
    quante parole nel primo articolo stanno lentamente e inesorabilmente cambiando di significato……… anche solo cambiando l’enfasi !! 🙂

  14. Dai miei genitori prima, proseguendo con gli studi in Economia, mi è stato insegnato che “nessun pasto è gratis”, pertanto NO al reddito di cittadinanza come diritto per legge che altro non provoca che ulteriore assistenzialismo e debito pubblico.
    SI, invece, al lavoro di cittadinanza, ossia della possibilità riconosciuta ad ogni cittadino, compatibilmente alle proprie attitudini, competenze e capacità, di contribuire al benessere proprio e del Paese, apportando utilità sociale.
    Ad esempio, si pensi a quanto lavoro darebbe la cura del territorio e dell’ambiente in Italia, alla luce anche dei recenti accadimenti come quelli che hanno interessato il Veneto, consentendo di prevenire distruzioni, catastrofi, costi e altresì beneficiando della bellezza e cura del paesaggio!
    Si guardi, poi, al passato quando l’Italia era un paese povero, sprovvisto di mezzi di ogni tipo, addirittura anche con scarsa alfabetizzazione: non è stato l’assistenzialismo a farlo progredire, è stata la fame si materiale, ma soprattutto di riscatto dalla povertà e dell’arretratezza che oggi potrebbe trovare una sintesi: la meritocrazia!

  15. Purtroppo parole e pensieri sensati come questi sono esclusiva di poche persone. Temo che molti preferiscano prendere il reddito di cittadinanza e, se proprio, lavorare in nero.

  16. Senza dubbio lavoro di cittadinanza. Tanto più che nella pubblica utilità e nel sociale spesso si soffre di una carenza di risorse (soprattutto umane) che impedisce la realizzazione di iniziative che, oltre a dare un immagine migliore del nostro paese, in molti casi potrebbero essere da spinta ad altri settori (come ad esempio il turismo). Porto un piccolo esempio della zona in cui vivo. Nel parco del Ticino lato Lombardia, ci sono dei sentieri verdi ad alto potenziale turistico. Da qui passa anche il sentiero europeo E1, che dovrebbe unire Capo Nord in Norvegia a Capo Passero in Sicilia. Dovrebbe appunto, perchè quantomeno il tratto che attraversa il parco del Ticino è impraticabile (e lo dico per esperienza personale), come molte altre vie verdi del Parco. Mancano i fondi per la menutenzione… ecco questa potrebbe essere una delle attività da affidare a chi oggi (soprattutto i giovani) non ha un lavoro. Magari part time (considerato anche l’importo previsto di 780 €).

  17. Charles Darwin disse una frase, pietra miliare della storia: “Il lavoro nobilita l’uomo”. Null’altro da aggiungere!

  18. Il reddito di cittadinanza lo puoi fare se nel tuo paese c’è lavoro, se nel tuo paese funzionano i centri per l’impiego, se nel tuo paese lo stato c’ha i soldi.
    Applicarlo ad una nazione come l’Italia significa prendere in giro la gente, innanzitutto perché o non si farà proprio o perché varrà per un tempo limitato, e poi come la mettiamo col problema del lavoro in nero?
    Il reddito di cittadinanza è una iniziativa lodevole, ma per un paese sano!
    In questo momento le priorità sono altre (che poi sono sempre le stesse ma a nessuno pare importare, l’importante è sviare l’attenzione su questioni di indubbia inutilità).

  19. ma come si può pensare di vivere con tutte le spese e 780 euro… ma neanche se me lo dessero a vita lo accetterei…. chi non ha nulla avrà quello, chi vuole qualcosa deve per forza lavorare. Il vero problema sono gli stipendi bassi rispetto all’Europa e un mercato del lavoro che gira attorno a poche figure tecniche disprezzando e deprezzando tutte le altre.

  20. In realtà il reddito di cittadinanza prevede l’assegnazione (teorica poi sarà da vedere l’attuazione pratica) di proposte lavorative, rifiutando le quali si perde il reddito… In seconso luogo esiste già un reddito di cittadinanza, chiamato reddito di inclusione attuato dal precedente governo, che a sua volta ha esteso un sussidio già esistente. Quindi non c’è niente di nuovo sia per chi vanta i benefici che per chi gli svantaggi…

  21. Personalmente credo che la definizione “reddito di cittadinanza ” sia più uno slogan elettorale per definire un sussidio temporaneo alla disoccupazione in stile nord Europeo.Se poi questo sia attuabile o meno in un Paese con dinamiche differenti come il nostro , su questo sarei molto perplesso.Come citato in un intervento precedente , la nostra Costituzione già in principio è chiara.Sicuramente occuparsi di creare occupazione qualitativamente soddisfacente in un contesto che in pochi anni è mutato in maniera repentina sotto molteplici aspetti ,questo penso che rappresenti le fondamenta sulle quali costruire il presente e pianificare il futuro in contesti molto più ampi di quelli passati e chi se ne fa carico non ha scelto un ruolo facile.

  22. I sussidi gratuiti non sono mai positivi per molteplici aspetti, molti dei quali da lei illustrati. Nel caso della nostra Italia, si va anche a peggiorare la situazione perché si va ad incentivare anche il lavoro nero. Non siamo una nazione pronta per questo tipo di operazioni.

  23. Penso che anziché dare un reddito senza far nulla o addirittura si aggiunge al reddito da lavoro nero credo sia più opportuno agire sugli sgravi fiscali e incentivare le aziende ad assumere .

  24. Positivo e condivisibile come sempre il tuo pensiero @MassimoRosa, che presuppone una società ideale dove uno dei valori fondanti sia la Moralità. Sulla moralità si basa l’Orgoglio e la Dignità, e dalla dignità deriva la Responsabilità, e dal senso di responsabilità il Lavoro. Quindi il senso morale del lavoro dovrebbe essere fondante (non solo a parole nella Costituzione della nostra Repubblica) della Società. Lavoriamo sul nostro senso morale ed andiamo a cercarci un lavoro anche umile, anche poco pagato, ma moralmente e dignitosamente giustificativo della nostra esistenza. Scordiamoci le pensioni di nonna. Non c’è più la pensione. Teniamoci cara almeno la nonna. #compagniadelbuonlavoro

  25. Non ho dubbi. Lavoro di cittadinanza di pubblica utilità. Dare soldi per restare a casa non ha senso. Si aumenta il lavoro nero. Inoltre occorrerebbe dare la possibilità di potersi aggiornare professionalmente in modo gratuito durante la settimana o nei weekend.

  26. La risposta è scontata ma rispondo reddito di cittadinanza visto che negli ultimi 25 anni tutte le ricette sulla crescita dell’occupazione e del PIL non hanno portato risultati. OGGI CI SONO IN ITALIA PIU DI 5MLN DI POVERI. In più il debito pubblico italiano si è praticamente raddoppiato!

  27. In Italia purtroppo il lavoro è diventato per molti, troppi, un’utopia! Il precariato ha svilito intere generazioni,per non parlare delle proposte subdole di stage che celano mano d’opera a basso costo! Questa è la realtà “vera” per molte persone. È senso di responsabilità di un paese civile garantire la sussistenza nei casi d’indigenza … ciò è chiaro che non dovrà essere a vita! Una sana politica di occupazione , che preveda sgravi fiscali che consentano di trasformare lo status da assistito a produttivo deve essere prevista! È senso di responsabilità di una nazione non affamare il popolo con scelte politico-economiche che tengano conto solo dei profitti dei big.

  28. Togliete a un uomo la capacità di sprimere la sua creatività nel lavoro e avrete davanti voi un corpo senz’anima
    Cit.

  29. E se venisse recuperata l’evasione fiscale che ogni anno ammonta a decine e decine di miliardi di euro? E se fosse eliminato il denaro e si usassero solo pagamenti elettronici? Anche per il caffè al bar.. . Questo significherebbe più soldi nelle casse dello Stato da poter investire per creare posti di lavoro. Più soldi per diminuire la pressione fiscale alle imprese, ai dipendenti, ai liberi professionisti, agli artigiani, ecc. Più soldi da investire per creare aziende ed occupazione in tutte le zone d’Italia. Questa sarebbe la soluzione. E probabilmente non ci sarebbe bisogno di nessuna forma di assistenzialismo se non per aiutare veramente e dignitosamente chi ne avrebbe e ne ha diritto.

  30. La questione non è il fatto di adagiarsi , non sia mai . Però mi chiedo anche dove sia finita la meritocrazia , con le leggi attuali si dà la possibilità alle aziende di spremerti sfruttarti e sostituirti quando diventi un costo e non più una risorsa. È il metodo che è sbagliato. Non si possono creare posti di lavoro a discapito di altre persone che lo perdono. È un cane che si morde la coda. Vanno tutelate anke le persone che hanno voglia di lavorare. Detto questo reputo il reddito di cittadinanza un grande e grave errore è un regalo per finti nullatenenti e nullafacenti .

  31. Non è detto che un lavoro dia dignità, soprattutto se alienante come la maggior parte dei lavori che vengono proposti negli ambienti aziendali odierni. Mantenere una famiglia da alienati e umiliati in un ambiente di lavoro pessimo non dà dignità. E non dà soddisfazione, né motivazione. Anche se si pagano le bollette.
    Per me la dignità è ben altro. La mia opinione è che solo l’identità, intendendo un insieme di personalità e comunità sia in grado di attribuire una dignità accettabile. In un contesto simile il lavoro non è problema. Allora chiediamoci perché il lavoro è diventato un problema…

  32. il reddito di cittadinanza non serve a nulla, è una spesa inutile, Il modello tanto acclamato: ti sovvenziono nel mentre ti formi per rientrare nel mercato del lavoro non funziona, lo possono proporre solo ai giovani sotto i 29 anni con mamma e papà. Dai 30 ai 65 anni ci vuole ben altro: il ritorno al passato, l’azienda che cerca personale direttamente, li prova 3 mesi se è soddisfatta del lavoro svolto assume la persona. (i primi 3 mesi di stipendio e contributi pagati dal Governo che dovrà controllare sia il lavoratore che l’azienda che assume, per evitare che alla fine della prova si verifichi il turnover

  33. Il reddito di cittadinanza funziona in tutti i paesi del mondo.

    Tranne che per gli italiani che abitano in Italia.

    Un pò di sana autocritica gli italiani dovrebbero farsela

  34. Concettualmente il reddito di cittadinanza è uno strumento utile, ma applicabile in determinati contesti. Mi spiego: nei paesi anglosassoni o nordici ci sono formule contrattuali settimanali e il posto fisso è visto come un eccezione. C’è molto ricambio di lavoro e il reddito serve a coprire un paio di settimane di disoccupazione. In un paese tradizionalista come il nostro (e perchè no anche pigro) servirebbe a coprire lunghe pause lavorative (e magari a integrare un lavoro al nero..). Io credo che, avendo passato personalmente periodi di disoccupazione e ricevendo la NASPI, potevo impiegare il mio tempo in lavori socialmente utili se fossi stato chiamato invece di starmene a casa.
    Quindi io sono per il lavoro di cittadinanza.

  35. Il reddito di cittadinanza è assistenzialismo , mentre l integrazione e la solidarietà per gli immigrati è lavoro !!!

  36. il problema dell’italia sono gli italiani, non il reddito di cittadinanza, qualunque idea ottima in italia diventa perdente. inizierei a licenziare in tronco tutti gli statali e poi li trasferirei in Burundi. e si ricomincia dando lavoro a chi lavora seriamente. la rivoluzione dei centri di impiego sarà il vero scoglio da superare. e chi pensa sia assistenzialismo , si informi e poi parli. se gli italiani useranno da furboni come sempre un possibile strumento di crescita sarà solo colpa del popolo.

  37. certo la costituzione dice L’Italia è una repubblica democratica basata sul lavoro… non sul assistenzialismo … non riescono a creare lavoro e quindi danno soldi per avere una pace sociale … soddisfazioni 0 .. tristezza tanta

  38. Caro Massimo, lavoro da 12 anni nel parco del castello di Racconigi, eletto parco più bello d’Italia 2010 faceva circa 200000 ingressi, quest’anno è rimasto prevalentemente chiuso per mancanza di manutenzione. Risultato: giardinieri senza lavoro, sorveglianti senza lavoro, caffetteria chiusa, noi senza lavoro, margaro con le sue mucche in stalla, zero guide naturalistiche e danni all’erario per mancati incassi. In Italia c’è solo lavoro da fare, senza contare dissesti idrogeologici, ricostruzioni post terremoto etc. Forse invece del reddito di cittadinanza basterebbe far funzionare le cose.

  39. Penso che per uno che ha lavorato davvero poco sia più facile proporre il reddito di cittadinanza. Ed è per questo che non condivido la proposta 5star.
    Mi ricorda il voto di scambio della antica dc

  40. Lavoro… “meno fiori, più roba nei piatti” (Giovanni Battista Danei, mio Nonno Paterno dell’Isola del Giglio, contadino e partecipante al conflitto del ’15-’18, imbarcato su di una torpediniera della Regia Marina…)

  41. Lavoro! Instauriamo la cultura del lavoro! Lavoro costruttivo, ripagante, motivato e motivante. Perdinci! Almeno proviamoci!

  42. Riflessioni sempre attente e puntuali. Difficilmente posso aggiungere qualcosa a quanto ha già detto. Completamente d’accordo.

  43. Consensi facili per chi nn ha voglia di togliersi la paglia dal “…”, oppure rubare as usual…lavoro nero+reddito DC=la pacchia per i disonesti…che paghiamo noi!!!!

  44. Il RDC è il primo passo verso il reddito universale, che significa che ogni cittadino italiano maggiorenne avrà a disposizione un reddito a prescindere se lavori o meno. Sarà l’avvento di un nuovo socialismo reale.

  45. Massimo Rosa, sono d’accordo! In Italia c’è già chi la pensa così, come l’economista Stefano Zamagni di UniBo.

  46. Di sicuro il lavoro di cittadinanza sarebbe la scelta più valida… ma oltre questi “sostentamenti” non avrebbe senso agevolare maggiormente le politiche per il lavoro e di fatto rendere meno gravosi i dipendenti alle aziende?

  47. Articolo 1. L’Italia è una Repubblica democratica , fondata sul lavoro. … al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione….. nient’altro da dire

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