HR, UNA POLTRONA SCOMODA

 

Almeno un paio di volte al giorno mi capita di rispondere a messaggi di giovani neolaureati che mi chiedono di diventare loro mentore in quanto sono interessati a specializzarsi nelle Risorse Umane.

Quando pongo loro la domanda “Per quale motivo vorresti lavorare nelle HR?” le risposte suonano quasi sempre così “Perché amo le persone e questo ruolo mi consentirà di aiutarne molte, di trovare loro lavoro di farle crescere e migliorarsi”.

Se questa è davvero la vostra motivazione vorrei dirvi che probabilmente non dovreste arruolarvi nelle HR.

Credo che si menta quando si dice che le Risorse Umane sono un bel posto nel quale operare, non c’è nulla di “carino” o di “simpatico” ad essere un HR.

Facciamo un lavoro duro ed emotivamente stressante, dove il “giusto” sostituisce sempre il “bello” o il “piacevole” e le notizie di cui spesso siamo messaggeri sono cattive notizie, ma utili al preservare le organizzazioni per le quali lavoriamo e i loro dipendenti che per merito continuano a condividerne il percorso.

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