HEY GIOVANE RECRUITER, ASCOLTA UN CRETINO

Ogni giorno nelle Agenzie per il Lavoro si sprecano talenti a causa della rigidità con la quale sono stati formati i giovani recruiter.

Ottimi candidati, persone vere e concrete che amano ciò che fanno, vengono scartati perché nessuno ha mai insegnato loro come affrontare un colloquio di lavoro.

A te giovane selezionatore mi rivolgo con l’affetto di un fratello maggiore: “Cerca di comprendere che queste persone sono fuori luogo in quella situazione e a causa del nervosismo potrebbero non riuscire ad esprimere al meglio tutto il loro potenziale.

Sforzati di capire che a volte le tue domande, oltre ad essere stupide, non hanno nulla a che fare con il modo nel quale potrebbero comportarsi sul posto di lavoro poiché sono persone che amano “fare” e lo sanno fare bene ma non sono in grado di vendersi perché nessuno glielo ha insegnato.

Metti da parte la teoria, scendi sulla terra e comincia a comunicare con il cuore, scoprirai che esiste un mondo di talenti sprecati che nonostante i loro 50 anni, famiglie a carico e curriculum non troppo lineari, hanno ancora da offrire maturità, competenza e soprattutto potrebbero diventare i più fedeli ambasciatori delle aziende che offrissero loro un’opportunità”.

Ascolta un cretino: “Non sprecare il talento!

23 Responses

  1. Egregio dott. Rosa, seguo da anni il suo lavoro, lavoro nel settore dal 2007 con la mia piccola società e l’ho sempre presa come modello; in questo articolo lei ha espresso esattamente il mio pensiero. Spesso i recruiter non riescono a vedere le potenzialità di un candidato, soprattutto se quest’ultimo non ha un percorso lineare o se non è più giovanissimo. Questi ultimi 10 anni ha destabilizzato la vita di moltissime persone, precarizzando il lavoro, e i recruiter non si rendono conto di quanto potrebbe fare per un’azienda una persona a cui viene data una seconda possibilità. Ma purtroppo spesso i recruiter non vengono formati, spessissimo in agenzia la risorsa di selezione è in stage (e questo accade in violazione delle normative) e l’inesperienza non è mai una buona consigliera. Le Agenzie per il Lavoro dovrebbero investire in formazione sulle loro risorse umane ma questo aspetto è assolutamente trascurato

  2. Penso che questo post dovrebbe essere stampato su un foglio di 10 metri x 10 e attaccato nella maggior parte delle società di recruiting che ho incontrato, dove il primo colloquio è ancora affidato ai selezionatori “dove si vede tra 5 anni” e “mi elenchi 3 pregi e 3 difetti”. Congratulazioni dott. Rosa!

  3. infatti, il problema nelle selezioni non è valle (cioè nelle fasi successive e finali) ma a monte (in quelle iniziali). Ho sempre detto che il primo colloquio dovrebbe farlo il Ceo e non il junior recruiter. Ma arriverà l’intelligenza artificiale e tutto cambierà. Speriamo.

  4. Giovane recruiter, stampa il post di Massimo Rosa ed attaccalo sul frigorifero, sullo specchio del bagno e sotto alla tastiera del computer!
    E’ pura e concreta saggezza!

  5. Grazie, Massimo, per questa profonda e concreta riflessione.
    Lo spreco di talento va di pari passo con il consumismo di cose ed emozioni della società attuale: sono le diverse angolazioni dello stesso contenitore storico.
    Ché tutto ciò possa solo generare forza e momenti di autoapprendimento.

  6. La data di nascita fa la differenza, d’accordo I profili junior, ma ci sono tanti profili senior che non possono essere scartati a priori per l’eta’ anagrafica!

  7. Ottima Osservazione di una persona ” Saggia” con anni di esperienza alle spalle. Complimenti Dott. Rosa !
    Mi ritrovo in una situazione pressoché simile…..23 anni di lavoro inineterrotto, 42 anni di età….considerato per alcuni ” Troppo Senior”…. e da 2 mesi alla ricerca di nuova occupazione !
    Non ci lamentiamo poi quando si sente parlare di fuga di cervelli, poiché come dice il detto, chi è causa del sua mal pianga se stesso !

  8. Non mi pare che i recruiter interni all’azienda, che sono spesso titolari, responsabili di reparto, direttori di linea, segretarie cioè non dei veri professionisti della selezione è che fanno colloqui nei ritagli di tempo, siano migliori dei recruiter delle agenzie e che facciano colloqui “con il cuore”.
    Non scarichiamo sempre tutte le colpe su questi ragazzi che vengono fatti trottare in cerca di risultati commerciali più che di qualità del servizio offerto.

  9. Io personalmente, dai vari colloqui che ho fatto, e un cv non lineare, penso che molti recruiter abbiano perso la passione per il loro lavoro, probabilmente dato da pressioni aziendali.La loro ansia di “portare a casa il lavoro” intendo prendere i loro guadagni,li porta a perdersi.Se ci fosse più cuore e passione per quello che fanno, più lucidità e distacco dal loro ambiente lavorativo per trovare il giusto candidato ma anche missioni mirate per trovare al candidato il giusto lavoro, secondo me andrebbe meglio.Ma questo è il mio parere.

  10. Parole sante e mai così attuali come ora!! Si spera che vengano raccolte dai giovani leoni che tutto hanno tranne L esperienza a valutare persone che si sono fatte da sole ed hanno 30 anni di carriera magari in ambito internazionale…. chissà perché ci apprezzano solo all estero !! In Italia non vali niente all estero sei un valore aggiunto per L azienda che ti offre un contratto …. misteri dell Italia!!

  11. che tu sia “giovane” o “senior” se non riesci a valutare una persona per il suo potenziale allora hai sbagliato carriera… Aggrapparsi a regolamenti, manuali, studi comportamentali o altre tecniche di valutazione di certo può dare risultati ottimali ma senza un certo grado di “saggezza” può essere spesso e volentieri forviante. Se bastasse solo seguire gli schemi per valutare una persona, allora potrebbe benissimo farlo una computer.. Per valutare, la Skill che ti è più utile è l’empatia. Se capisci i bisogni del tuo interlocutore potrai sapere in anticipo quello di cui ha bisogno, pertanto avrai ben in mente come ragiona e potrai valutarlo al meglio. Questo è il mio umile pensiero! Buon lavoro a tutti

  12. Santa verità. Sti pistole che si credono dei Giudici leggono solo cv senza voler conoscere le persone e le loro soft skill.

  13. Finalmente! Mi unisco alla standing ovation! Vale per tutti, giovani o maturi consulenti, interni o esterni all’azienda: andare oltre a cio’ che appare, curiosita’ sincera , rispetto. Mai come nelle attivita’ basate sulla relazione non conta avere il programmino e l’elenco delle cose da fare sotto il naso.
    Massimo Rosa, vogliamo parlare di alcuni corsi che promettono di preparare alla gestione dei colloqui e della comunicazione??!! Sto spesso da entrambe le parti (selezione o orientamento/formazione) e sono stanca di raccogliere i cocci di chi ha “subito” svariati colloqui oltre alle prove della vita…i primi si possono migliorare con persone realmente competenti, le seconde non si riescono a evitare.

  14. bravissimo, mi hanno raccontato di aziende che hanno fatto un pessimo “acquisto” con persone che si sono sapute vendere alla grande, a cui hanno proposto subito un contratto a tempo indeterminato, ed anche di un certo spessore economico, ma che poi si sono rivelate un FLOP completo e di persone che si presentavano alquanto miseramente (al punto che il recruiter di turno quasi non glieli mandava, scusandosi) e che si sono rivelate adatte al lavoro ed hanno fatto molta strada.
    Credo che più il cansidato sia perfetto più ci sia del marcio sotto.

  15. Concordo su tutto tranne per il fatto che si rivolga esclusivamente ai “giovani recruiter”. Io penso, dopo aver avuto modo di rapportarmi a numerosissime persone, lavoratori, manager selezionatori, professionisti qualificati e chi più ne ha più ne metta, che quello che lei esprime egregiamente non ha a che fare con l’età, ma col saper guardare oltre e, dunque, come lei dice, col cuore. Perché in questo lavoro non è sufficiente guardare attraverso la sola lente delle competenze, ma anche con quella del buonsenso. Grazie per lo spunto di riflessione.

  16. Grazie Massimo per la tua competenza e sensibilità verso coloro che nonostante una brillante carriera ed ottimi risultati……….

  17. Giustissimo!!!
    Io devo dire GRAZIE a Vania Morini e Marco Cremonese, se oggi ricopro il ruolo di Area Visual Manager per una grande multinazionale è grazie a loro.
    Gli unici due recruiters che molti anni fa sono “Scesi sulla terra e comunicato con il cuore” , gli unici due recruiters che hanno creduto fortemente nel mio talento e fatto arrivare dove sono oggi!
    Grazie grazie

  18. Il problema è di quei HR che sono essi stessi soggetti, a loro volta, al giudizio e alla valutazione di qualcun altro. Ergo non hanno la libertà di seguire i propri istinti.. Ma solo attenersi a modelli e schemi. È un discorso molto bello.. In teoria. Ma purtroppo la realtà è diversa. Alla fin fine questi qui fanno ricerca del personale per buscarsi il pane. Nulla più

  19. La differenza tra un recruiter esperto e professionale ed uno che si crede tale sta nel distinguere tra una persona di valore da una che sa spacciarsi per una persona di valore. Se notate i termini stanno tra loro esattamente. La quoto in pieno. Buon lavoro.

  20. “Ma tu sei un numero, sei solo un numero, che dice uno in meno avanti il prossimo”… E questo numero è il semplice risultato di una sottrazione: data odierna -(meno) data di nascita. Get.mo Dott. Massimo Rosa, dicono che tra poco avremo la AI a scremare i cv (in alcuni posti è già operativa); sapremo “programmare” anche la sensibilità? L’intuizione? La cocciutaggine nel credere in “quella persona che sono sicuro farà bene”?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top