38 Responses

  1. l’idea non è male il problema è che dovrebbero farlo consideriamo magari che uno deve fare tanti km per affrontare il colloquio , e sarebbe giusto che l’azienda pagasse un rimborso

  2. Il mio primo colloquio, come ISF nel lontano 91, fu per una farmaceutica allora molto quotata, con sede a Pomezia, passato il primo round a Milano, mi mandarono a casa il biglietto aereo a/r in giornata e organizzarono un servizio taxi per i colloqui definitivi in Azienda.
    Nell’ultimo colloquio che ho fatto, 3 anni fa, è successa piu o meno la stessa cosa… non Roma ma New York …. per quest’ultima pisizione di direzione vendite ho dovuto fare 22 colloqui tra Milano Francoforte e New York !!!!
    Non ho mai dovuto anticipare n biglietto o pagarmi un albergo…. lo avrei anche fatto ma ho apprezzato che non mi venisse richiesto… l’azienda sceglie il candidato ma anche il candidato sceglie l’azienda…

  3. mai sentito che un azienda debba rimborsare le spese per recarsi al colloquio…lo trovo alquanto inappropriato…io non me lo sono mai aspettata

  4. Sempre secondo la mia esperienza personale ho potuto constatare che in Italia il dipendente è considerato solo come un costo per l’azienda mentre per esempio in UK e Svizzera il dipendente è visto come risorsa.

  5. Basterebbe fare il colloquio via skype o altre piattaforme, ma purtroppo, nel 2018 se richiedi il colloquio telematico, ti additano come quello cui non frega nulla..E va beh restiamo nell’era della pietra antica..

  6. Penso che si dovrebbe valutare con buon senso. Un incontro durante l’orario di pranzo o prima dell’inizio del lavoro o al termine dello stesso è quanto io auspico per me e penso valga anche per gli altri. Ma non è così scontato. Ho avuto esperienze di colloqui all’estero dove mi sono state rimborsate le spese vive. Mi è difficile generalizzare ma penso che chi cerca un nuovo lavoro debba essere disposto a mettere in gioco qualcosa e chi cerca un nuovo collaboratore debba tenere in considerazione le circostanze soggettive.

  7. Io credo che ci sia una differenza sostanziale tra cercare RISORSE o cercare personale. Se l’azienda cercasse RISORSE(scritto maiuscolo apposta), allora sarebbe nel suo interesse agevolare il più possibile il colloquio con quel candidato perchè:
    1) l’ha cercato
    2) ha valutato positive e necessarie le sue caratteristiche
    3) l’ha scelto.
    In Italia non si scelgono RISORSE, ma personale da sfruttare, ossia pagare il meno possibile, a prescindere dalle reali competenze. L’unica cosa che si guarda è il settore di provenienza. Perchè?? Facile, perchè chi seleziona pensa che se vieni dal suo settore o da quello più affine all’azienda, direttamente o indirettamente tu abbia determinate competenze o propensioni. Atteggiamento che reputo sbagliato, ma che al contempo cancella ogni possibile eventualità di “rimborso spese”. L’imprenditore medio italiano (poco importa in quale settore o quale tipologia d’impresa, grande o piccola) è ancora estremamente convinto di dover essere venerato poichè ti dà l’opportunità di lavorare….senza capire che è il personale che dà valore all’azienda, non viceversa.
    Per cui si, dovrebbero, se la scelta fosse consapevole.

  8. Solitamente rimborsati ma dipende dal tipo di viaggio certo due ore di treno non costituisce un problema..ci vuole buonsenso.Suggerisco come prima interview Skype e solo se successfully si puoi’ considerare di sostenere la spesa se l’azienda non rimborsa spese…purtroppo c’è anche da dire che molte volte i colloqui sono una perdita di tempo.. i recruiters non leggono neanche il Cv ..

  9. Se inviti una persona che ti interessa a priori ha senso. Se senti candidati, anche di livello, anche no. Poi dipende dal posto offerto.

  10. Dovrebbe essere sostenuto dall’azienda (o dall’agenzia che segue la selezione) fino a quando il candidato non reputa il interessante la proposta,cioè fino al termine dei colloqui.

  11. Essendo una opportunità sia per il candidato che per l’azienda ritengo che sarebbe più corretto che i costi relativi ad eventuali spostamenti sia condiviso tra le due parti interessate dal momento che il candidato potrebbe apportare competenze e conoscenze all’azienda e viceversa.
    Non è una spesa sostenuta da una sola parte dal momento in cui l’azienda sceglie il candidato ed il candidato sceglie l’azienda. È anche vero che grazie alle tecnologie che abbiamo spesso è possibile abbattere questo costo, in tal caso il problema chi dovrebbe o no sostenere tale costo non si pone e permette ad entrambe le parti di avere dei vantaggi.

  12. I mezzi a disposizione che ci sono oggi a costo zero (video call, skype …) una preselezione si può fare a distanza e credo possa essere sufficiente per fare una prima valutane sul reciproco interesse. A quel punto, se l’azienda è nteressata, ritengo corretto, professionale e adeguato che sia l’azienda a prendersi carico dei costi.

  13. Da una parte immagino darebbe un senso di serietà alla ricerca. Nel senso che farebbe percepire in ogni caso il fatto di voler investire concretamente anche nella selezione della risorsa ricercata.
    Dall’altro, fatto in Italia, tempo due mesi e salterebbe fuori la professione del “candidato stipendiato” ovvero gente che rrova una fonte di guadagno nel semplice girare per sostenere colloqui.
    Ci troveremmo davanti delle nuove figure professiinali specializzati nella gestiine di costi per trasferte ad hoc per candidati…
    Personalmente ritengo che una Rockstar non abbia bisogno di rimborsi spese per colloqui ma as ulteriore riprova dello spirito da candidato Fuckin Rock debba investire su se stesso magari noleggiando un autista e bodyguard…

  14. In linea con il dott. Brancati.
    Se poi l’azienda comprende la capacità del candidato, allora può essere un buon biglietto da visita dell’azienda stessa per accattivarsi le simpatie dei futuri collaboratori

  15. Bella domanda! Ovviamente i costi della ricerca sono a carico di chi ricerca! Ora i candidati cercano lavoro, le aziende cercano la persona giusta. Se non ci fossero costi per una delle due parti il processo subirebbe uno sbilanciamento dalla parte che non sostiene costi, esempio: l’azienda fa arrivare come candidati anche coloro i quali non hanno i requisiti necessari. Oppure li fa ritornare più volte. Dall’altra sponda, un candidato potrebbe presentarsi ad un colloquio pur non avendo i requisiti perché si trova già in città dunque non deve sostenere i costi di spostamento, oppure fa il colloquio non convinto di essere realmente interessato all’incarico.
    Sarebbe quindi opportuno, a mio vedere, che ci sia “un costo” per l’azienda più che un rimborso vero e proprio per i candidati. Che so…l’azienda versa un importo per ogni candidato in qualche fondo sociale? A favore di asili aziendali? A favore di mensa aziendale? Formazione del peronale? Qualcosa insomma che servendo da deterrente alle convocazioni selvagge, vada anche a potenziare e finanziare dei servizi già esistenti e collaterali all’attività di impresa.

  16. A mio avviso, dopo colloquio con head hunter, dopo primo colloquio via Skype con un primo referente interno (la tecnologia esiste perché non sfruttarla!), se l’azienda è realmente interessata a 2/3 candidati, penso farebbe un’ottima figura se si rendesse disponibile a pagare ad esempio il treno. Il costo per 2/3 biglietti rappresenta briciole per un’azienda e il treno è anche il mezzo a minor impatto ambientale!

  17. Ottima domanda. Cercare lavoro é un lavoro. Spostarsi con trasporti pubblici o mezzi propri per andare a sostenere i colloquio può arrivare effettivamente a costare parecchio. Ma dall’altro lato vedo difficile che in Italia le aziende possano farsi carico di tale spesa.

  18. Non credo ci sia una regola precisa. Trovare una collocazione professionale adeguata richiede tempo e investimento personale. È un vero lavoro,!! Il modus operandi di aziende che rimborsano piuttosto che di quelle che non lo fanno non è paragonabile. Dipende da moltissimi fattori. Territorialità, storia e operato dell:azienda, e molto altro. Personalmente quando ero molto giovane feci un colloquio per un:azienda inglese a Londra e non fui rimborsato di nulla. So o passati 25 anni. Adesso so per certo che la medesima grande azienda rimborsa tutto. Anche le epoche differenti hanno il loro peso

  19. Considerando che la maggior parte dei tirocini in Italia sono ancora non retribuiti e considerando che gli stessi recruiter cercano però dei Leader (leader che si fanno mantenere dai propri genitori fino a 30 anni, un po’ contraddittorio), mi sembra abbastanza sviante una domanda del genere, visto che la strada è lunga e tortuosa e che i 60€ di treno a/r per un colloquio in azienda non sono niente rispetto ai soldi, tanti soldi, che i genitori del tanto richiesto Leader sono costretti a pagare per mantenerlo durante la sua esperienza lavorativa.

    Secondo me si dovrebbe dare più valore alle persone che si ricercano. Ricerchiamo una persona indipendente che abbia le caratteristiche di un Leader?
    Mettiamolo nelle condizioni di essere indipendente e di comportarsi da Leader.

    Questo è il mio pensiero.

  20. Quanti colloqui non ho mai considerato proprio per motivi economici!!! Appena laureata non avevo un soldo in tasca…e non rispondevo mai agli annunci troppo distanti perché tanto non potevo andarci…😔 magari avessero immaginato una formula rimborso!

  21. Mai rimborsato nulla, nemmeno per spostamenti di 300km più rientro di altrettanti 300. Di sicuro, esistono delle realta aziendali che attuano la politica del rimborso, anche solo per il colloquio conoscitivo, ma sono davvero rare! figuriamoci se un’azienda si prende la briga di restituire dei soldi a delle persone che, magari, sono andate li solo per curiosità. In tutti i casi, credo che, un’azione di rimborso verso quelle persone che effettivamente si spostano di molti chilometri per affrontare un colloquio, debba essere affrontato e discusso da tutte le aziende.

  22. Direi a carico del candidato tendenzialmente. Io vedo quel costo come un “investimento” su se stessi che uno decide di fare per avere una possibilità di trovare lavoro. Questo può essere un freno per le persone non convinte realmenete di quel lavoro (o di voler lavorare) e che generalmente si “buttano” un poco a caso. I costi per le persone realmente interessate possono essere limitati ai casi veri in cui vale la pena sostenerli. Infatti un addetto hr convinto di un profilo lo convoca solo se può essere vincente. Se vuole investigare ulteriormente può fare attività in remoto: porre domande per email, telefono o un primo colloquio per video-chiamata di skype o il più diffuso Whatsapp. Infine se convinto dal profilo e da questa fase di pre-selezione e iniziale selezione lo convoca con l’idea che i soldi che verranno spesi sono un investimento fatto dal candidato che si gioca le sue carte, potendo essere potenzialmente in target con le richieste fatte dalla committenza.

  23. Dipende… Sicuramente sarebbe buona cosa per i profili più junior, le aziende dal canto loro dovrebbero effettuare una scelta intervistando meno candidati anche per non superare il budget previsto…però il sostenere costi di trasferta fa anche trasparire la motivazione che il candidato può avere per ottenere una certa posizione… come in tutte le cose, credo che il giusto o meno non esista su questo tema, andrebbero analizzati i singoli casi…

  24. Il quesito è ottimo e nemmeno banale…

    Diciamo che in realtà non ho mai e dico mai sentito di realtà aziendali che rimborsassero i costi dovuti al colloquio…

    Teoricamente credo possa essere una leva per far capire al candidato il reale interesse…
    Di contro c’è da dire che chi seleziona dovrebbe essere così forte da stringere di tanto il cerchio… Cosa voglio dire?

    Voglio dire che chi seleziona ha la scelta sul mercato e risorse temporali permettendo può sentire enne candidati

    Se dovesse però rimborsare le spese si assumerebbe una responsabilità davvero unica stringendo il cerchio per limitare i costi

    E non è finita qui se dopo aver intervistato tre candidati mi accorgo che nessuno dei tre è in linea… Perdo tempo e denaro…

    Sicuramente è una leva molto a favore degli aspiranti candidati… Chi seleziona non si taglierebbe così le palle…

    Sono curioso di sapere se ci sono aziende che rimborsano le spese sostenute per ik colloquio…

  25. Il colloquio è un investimento personale. Può rappresentare un’opportunità sotto vari punti di vista e non solo a fronte di una concreta esigenza da parte dell’azienda. In quanto tale ritengo, in linea generale, debba avvenire a spese del candidato. La questione potrebbe essere rivista solo a fronte di spese, tempistiche e spostamenti impegnativi sopratutto nella fase più avanzata e delicata di un processo di selezione.

  26. Per esperienza le multinazionali mi hanno riconosciuto i costi per posizioni in Italia. Le aziende meno strutturate mai. Penso che se si supera il primo step e si segue il percorso forse dovrebbe essere riconosciuto, perché comunque l’azienda lo ha reputato papabile in modo concreto.

  27. Sono stato rimborsato in ogni paese europeo per i viaggi dovuti ai colloqui, volo hotel e trasferimenti.. . Gli unici 2 in cui non è avvenuto sono stati Italia (in molti casi si sono addirittura risentiti per la richiesta!) e Lussemburgo (tra l’altro per una big 4). In ogni altro paese europeo è assolutamente la norma per società di almeno medio livello….

  28. Difficile schierarsi per una risposta o l’altra. Credo che, in questo caso, il salomonico “DIPENDE” la spunti alla grande, nonostante sia una tematica che dovrebbe vedere una qualsivoglia regolamentazione.
    Ragionando sui fatti, invece, sarebbe necessario che la più parte dei reparti HR delle aziende&organizzazioni italiane almeno prendesse coscienza della conduzione&gestione dei colloqui in Europa.

  29. Esperienza personale: ho avuto il rimborso solo da società all’estero dopo i primi 3 colloqui combinati in una sola visita (posizione non offerta). La stessa azienda in Italia dopo 10 colloqui combinati in 4 incontri non ha mai accennato ad un rimborso (posizione offerta ma rifiutata). Non so se sia DOVUTO rimborsare le spese ma credo vada bilanciato tra diversi aspetti di cui rapporto offerta/domanda, livello posizione, volontà dell’azienda di sembrava più attrattiva per i candidati.

  30. Credo che con un 50 e 50 la questione possa essere risolta. In caso di una richiesta specifica da parte dell’azienda per un colloquio di lavoro di un candidato, il rimborso spese di viaggio può essere: per l’azienda una dimostrazione di cortesia, per il candidato un elemento da tenere in considerazione in fase di un eventuale accordo contrattuale.

  31. Nessuna azienda mi ha mai pagato le spese sostenute per andare a fare colloqui da loro, e onestamente non l’avrei mai voluto tale rimborso. Solo quando ho fatto colloqui all’estero (dove poi sono anche stato assunto) mi hanno pagato le spese di volo e hotel ma, in questo caso, mi sembra il minimo.

  32. In Italia utopia, all’estero una prassi piuttosto comune! Confermo essere stato rimborsato anche se poi non mi è stato offerto il lavoro.

  33. Se è un viaggio internazionale, assolutamente si. Mi é capitato e giustamente l’azienda ha sostenuto i costi (a parte che mi é stato poi offerto il lavoro).

  34. Io sono abituato che il primo colloquio è a carico del candidato. Dal secondo in poi a carico dell’azienda

  35. Trovami l’azienda che ti rimborsi le spese di viaggio . Fino ad oggi non mi è capitato, sarò stato sfortunato

  36. All’estero è prassi. ..addirittura ad un mio amico l’azienda li ha pagato per il primo anno anche la casa…in Italia non cerca i risorse…cercano piuttosto gente da sfruttare…Non è praticabile con questo tipo di mentalità 😕

  37. Sarebbe corretto, credo, che l’azienda rimborsasse i costi per gli spostamenti ma non credo che avvenga questo. La prassi è che questi costi siano a carico del potenziale candidato.

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