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Le società di RSPQ possono fare Outplacement... ma il Re è nudo!
Con la circolare n.12/2009 il Ministero del Welfare ha recentemente chiarito che i soggetti autorizzati all’esercizio delle Ricerca e Selezione del Personale sono autorizzati ad operare anche nell’attività di supporto alla ricollocazione professionale (Outplacement) e ovviamente viceversa. Non avendo vincolo di oggetto sociale esclusivo, le agenzie già autorizzate per una delle due attività potranno dunque richiedere l’autorizzazione ad operare in quella mancante.

Assores si dichiara promotrice e stimolatrice della circolare e la definisce “…di fondamentale importanza per la nostra categoria” .

I colleghi mi telefonano incuriositi e stimolati da questa nuova opportunità!

Ma scusa non vi siete accorti che: IL RE E’ NUDO!!!

Ovvero, nessuno si è accordo che è una emerita inutilità che, non solamente rischia di mettere in seria difficoltà la nostra attività, ma per alcuni versi potrebbe addirittura dare la spallata finale ad un settore già in forte crisi come quello della RSPQ.

Ci sono almeno 2 motivi per i quali sono convinto di ciò.

MOTIVO 1)

Quando una società di RSPQ sigla con un’azienda committente un contratto per la ricerca e selezione di una figura professionale, non solamente definisce i dettagli legali ed amministrativi dell’accordo ma stipula una promessa contrattuale con il cliente ove afferma che garantirà la massima OGGETTIVITA’ nel selezionare i candidati individuati sulla base delle mere richieste del cliente stesso e su null’altro.

Quale credete sia l’oggettività dello screening di una società che, da una parte ha interesse a trovare candidati da inserire presso aziende con contratti di RSPQ a dall’altra deve collocare candidati presi in carico tramite contratti di Outplacement!

State forse pensando che questa società sarà più propensa a reclutare all’interno dell’archivio dei propri candidati in carico all’outplacement, venendo meno così alla promessa contrattuale presa con la prima azienda committente che si attende invece un reclutamento a 360° sul meglio che il mercato possa offrire? Devo ammettere che anch’io sto pensando questo.

MOTIVO 2)

Il particolare momento congiunturale che l’economia sta attraversando ci lascia poca immaginazione nel giudicare se siano maggiori i flussi in ingresso o quelli in uscita della forza lavoro.

Ora, considerando che già nei periodi di maggior splendore della nostra attività ( i colleghi spero me lo confermeranno ) eravamo oggetto di campagne di mailing forsennato da parte dei “collocatori” di personale che, tramite questo sistema più o meno discutibile di promozione, davano chiare indicazione di tribolazione nel procurare opportunità di ricollocamento per i loro assistiti. Cosa credete stia facendo oggi un addetto al ricollocamento professionale? Quale credete sia la percentuale di successo nel ricollocare personale in esubero? Dove sta quindi l’opportunità economica per la nostra attività?

E allora spero di trovarti d’accordo nel dire: “IL RE E’ NUDO”.

07/07/2009
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