AMA IL TUO DIPENDENTE COME TE STESSO

Ama il tuo dipendente come te stesso

Le persone si licenziano da altre persone, non dalle aziende, abbandonano i capi dispotici e maleducati, non le scrivanie.

Questo è il pensiero che mi frulla in testa all’uscita dall’ennesima riunione infruttuosa (economicamente) con la responsabile delle risorse umane di una piccola azienda langarola specializzata nella lavorazione delle nocciole.

Il primo incontro con loro lo ebbi a dicembre dello scorso anno e l’argomento fu quello di un mio possibile intervento per la sostituzione di un Responsabile Ricerca e Sviluppo che avrebbe potuto a breve lasciare l’azienda a causa di un trasferimento famigliare.

Da allora ci sentimmo quasi tutti i mesi ma questo licenziamento non avvenne mai.

L’incarico di conseguenza non lo acquisii, ma ebbi modo di conoscere da vicino una bellissima realtà a conduzione famigliare dove le persone manifestano con entusiasmo il loro attaccamento all’azienda. Il turn over dei dipendenti è principalmente una questione di cattivo management.

Per aziende costruite con l’alchimia composta da ingredienti potenti come: rispetto, empatia e reale apprezzamento, non esiste crisi, sono macchine da guerra in grado di sopravvivere e prosperare sempre.

Non sei d’accordo?

MASSIMO ROSA

15 Responses

  1. Ieri c’è stata la sepoltura di Renato B., uomo ancor giovane, socio fondatore di un’azienda cresciuta nel tempo con il contributo di alcuni e poi molti fidati collaboratori … azienda passata, nel tempo, ad altra proprietà disperdendo l’anima generatrice … dopo parecchi anni ecco i primi collaboratori di nuovo tutti insieme, ci ha riunito ancora … per salutarlo. Ricordatevelo sempre: in tutte le cose la differenza si chiama UOMO. Se non lo siete almeno cercate di farlo.

  2. Pienamente d’accordo, empatia, collaborazione, fiducia, rispetto e molto altro reciprocamente creano un ambiente positivo e di crescita dal quale non te ne vai, malgrado possibilità diverse, ma se si sta bene in un’azienda si cresce “in” e “con” l’azienda, massima soddisfazione riuscire ad essere parte di quella crescita, per me dopo 26 anni, significa sentirla anche “tua”.

  3. Questo post racchiude una delle chiavi importantissime per raggiungere il succeso imprenditoriale nel mondo, spero che gli imprenditori e i manager italiani la prendano come esmepio. Il valore del personale e il suo attaccamento alla azienda fa si che tutti lavorino al miglioramento del suo operato.

  4. secondo il mio punto di vista sono dinamiche molto complesse, difficili da affrontare, ma ruota tutto nella sfera di conoscere e ottimizzare al meglio le capacità del personale, con grande rispetto reciproco, eliminando senza indugi le mele marce, purtroppo oggi il management (ingegneri gestionali= usati solo per trovare soluzioni di risparmio) guardano molti altri aspetti che danno profitti immediati, ma alla lunga generano delle dinamiche negative difficilissime da correggere (dove non esiste il rispetto dell’azienda non esisterà per molto il profitto), ottimizzate significa aumentare la capacità/qualità di lavoro del personale, che equivale a maggior profitto con minimo sforzo……………. il rispetto è qualcosa che si guadagna e si mantiene solo con l’impegno reciproco, altrimenti si rompe l’equilibrio, ritengo inoltre giusto che arrivati ad un certo punto il management diventi padrone con le mele marce non è possibile tergiversare, possono fare danni incalcolabili per un azienda………………………

  5. Concordo pienamente con Lei. Mi permetto di aggiungere che spesso le persone lasciano poco volentieri l’Azienda per colpa di capi non dispotici ma molto poco competenti (e, per questo, spesso arroganti) che non stimolano all’uso della testa, che ti insegnano nulla e che spesso hanno solo bisogno di personale estremamente operativo, che porta risultati (e quindi fa fare bella figura al capo) e che non deve usare troppo la testa, perche’ altrimenti diventa un problema…

  6. Ci credo fermamente, perché ho applicato tali principii che creano squadre vincenti, a prescindere dal contesto.

  7. Ho letto con attenzione le tue parole, e sono d’accordo. Per quanto ci sia una parte di persone che lascia un azienda per “n”legittimi motivi “razionali”, i.e. un miglior piano di carriera, una posizione più’ alta…, ergo coloro che abbiano ambizioni di crescita, sia professionale che economica, allo stesso tempo, e qui vengo al suo punto, che condivido, molte persone lasciano una capo, un boss, ma non un’ azienda. A meno di non genericamente identificare quel boss/capo con l’azienda stessa, ma trattasi di un gioco di semantica. La sostanza non cambia. Ottime considerazioni.

  8. Sono completamente in accordo su quanto affermato. Valorizzare le persone significa valorizzare il lavoro che svolgono.
    Le persone sono cosi’ stimolate a partecipare attivamente all’interesse dell’azienda, gli imprenditori che puntano sulle persone e non sul solo profitto sono persone che sicuramente fanno del lavoro una passione e nelle loro aziende il lavoro e’ un valore, le persone sono un valore rispettato e valorizzato.

  9. Le aziende hanno vita facile vista la grande abbondanza di persone sul mercato e spesso riescono a coprire ricorrendo a persone + giovani e meno costose, per cui non è proprio così semplice a mio avviso. Il discorso di Marx, dell’esercito industriale di riserva, che piaccia o no continua a rimanere in qualche modo valido …

  10. Finalmente leggo qualcosa che va aldilà delle frasi pompose…..
    etica, rispetto, professionalità, vanno oltre tutti i target prefissi: nessuno mi hai mai chiesto perché con un 1livello ottimo stipendio scelsi di andar via……peccato il responsabile delle risorse umane magari avrebbe preso spunti…..

  11. Sono pienamente d’accordo, purtroppo so cosa significa lavorare per un “datore di lavoro” che non ti rispetta, non ti apprezza e trova sempre il modo di farti credere di essere un incapace. Questo comportamento lo adotta con “quasi” tutti i dipendenti, per questo c’è un ricambio continuo di operatori. E pensare che ha a disposizione delle risorse umane di alta professionalità ma non gli importa nulla, continua imperterrito ad offendere, sminuire e vessare ogni giorno.

  12. Ho la fortuna di lavorare da oltre 20 anni presso un0’azienda famigliare dove queste caratteristiche sono la base del rapporto con i dipendenti. Nessuna crisi, nessuno sciopero e grande spirito di gruppo ha sempre contraddistinto la nostra grande azienda-famiglia.

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